23 Settembre 2020

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MONDIALANDIA/ Una “Corea” e un record per la Germania: addio Mondiali. Svezia stupefacente, Brasile al minimo

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Da oggi anche la Germania ha la sua “Corea”. Noi da italiani ne abbiamo avute ben due: quella storica ai Mondiali d’Inghilterra nel 1966, quando al primo turno fu la Corea del Nord a rimandare a casa gli azzurri del c.t. Edmondo Fabbri e quella relativamente più recente ai Mondiali di Corea e Giappone del 2002. Quella volta fu la Corea del Sud a far fuori l’Italia agli ottavi di finale, con l’aiuto del vergognoso arbitro ecuadoriano Moreno. Stavolta a piangere, e da campioni del mondo in carica, sono i tedeschi che peraltro dopo la sconfitta contro i sudcoreani del soldato Son, chiudono il gruppo E all’ultimo posto. La nazionale di Loew dunque in 4 anni passa dalle stelle di Brasile 2014 alle stalle di questo Russia 2018. Un’incredibile involuzione e un record negativo storico: per la prima volta la Germania viene eliminata nella prima fase a un campionato del mondo. La caduta degli dei. Una caduta causata dalle pessime scelte fatte dal c.t. teutonico e da un mancato ricambio di qualità della rosa rispetto alla super squadra che quattro anni fa in semifinale rifilò un clamoroso 7-1 al Brasile padrone di casa: il famoso “Mineirazo” verdeoro dopo il “Maracanazo” firmato Uruguay nel 1950. Prosegue dunque la maledizione dei campioni in carica: fuori al primo turno dei successivi Mondiali. Era già accaduto a Francia, Italia e Spagna. Da Francia ’98 a oggi, ha fatto eccezione soltanto il Brasile campione nel 2002.

Girone E: la Svezia chiude da prima. Già, proprio gli scandinavi che disputano il Mondiale al posto dell’Italia, vincono il raggruppamento con 6 punti, grazie al netto successo per 3-0 contro un irriconoscibile Messico nel terzo e ultimo turno. Tutto questo mentre la sorprendente Corea del Sud annientava la Germania per 2-0 segnando pure un clamoroso raddoppio col portiere Neuer impegnato in attacco alla disperata caccia del pareggio che comunque non sarebbe bastato ai tedeschi. Raddoppio firm”Corato Son: due reti in questa rassegna iridata per lui, ma la Corea del Sud torna a casa in anticipo e Son ora rischia di fare il servizio militare giocando per la selezione delle forze armate sudcoreane. Il nostro appello “salvate il soldato Son” fatto a inizio manifestazione non è servito, anche se Son ce l’ha messa tutta consentendo ai suoi di evitare almeno l’ultimo posto nella classifica del gruppo: Svezia e Messico 6 punti (svedesi primi per aver vinto lo scontro diretto), Corea del Sud e Germania 3 (tedeschi ultimi sempre in virtù dello scontro diretto). In Germania stampa scatenata dopo questa umiliazione teutonica: la Bild attacca tutti, da Loew alla Merkel. Un’eliminazione che brucia, brucia tanto, brucia tantissimo ai “crucchi”. D’altronde, a ognuno la sua “Corea”.

Girone F: Brasile avanti senza brillare. I verdeoro battono 2-0 la Serbia eliminando la squadra degli “italiani” Kolarov (terzino Roma) e Milinkovic Savic (centrocampista Lazio). A proposito di calciatori che militano nel nostro campionato: nella Croazia si stanno distinguendo anche il fiorentino Badelj (capitano viola dopo la morte di Astori) e l’interista Perisic. Come nelle precedenti uscite, la Selecao non entusiasma e si limita a ottenere il massimo col minimo sforzo. Al Brasile manca una punta di peso in attacco tra tanti giocolieri: senza un leader offensivo i sudamericani non hanno mai vinto nulla. D’altronde 3 titoli li hanno vinti con bomber Pelè, uno con Romario e uno con Ronaldo il “fenomeno”. Quest’anno ci sono tante mezzepunte e seconde punte di valore ma nessuna vera prima punta. Lo stesso Neymar continua a non entusiasmare limitandosi a giocate più per lo spettacolo che per la squadra: il solito giocoliere. Un bambino viziato che se imparerà a mettersi al servizio della squadra la farà decollare del tutto alla luce dello spaventoso potenziale verdeoro. L’altra sfida del gruppo finisce con uno spumeggiante 2-2 tra Svizzera e Costa Rica. Gli elvetici passano come secondi: Brasile 7 punti, Svizzera 5, Serbia 3, Costa Rica 1. Ora negli ottavi di finale: Brasile-Messico e Svezia-Svizzera. Applausi al Costa Rica come alla Corea del Sud: anche queste nazionali hanno confermato che in questi Mondiali non esistono partite facili, né “biscotti” o “combine” che dir si voglia. Tutti danno tutto fino all’ultimo respiro. Un aspetto che gratifica questo brutto calcio moderno in cui il tatticismo e la forza fisica prevalgono sulla tecnica.