27 Settembre 2020

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MotoGP, verso Misano: nuovo capitolo delle schermaglie tra Rossi e Marquez

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Entra nel vivo l’appuntamento con la nuova tappa del Motomondiale dopo la cancellazione del GP di Gran Bretagna causa pioggia e avvallamenti dell’asfalto: domenica sul circuito “Marco Simoncelli” di Misano si corre il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, tredicesimo dei diciannove round del Mondiale 2018. Come sempre, la giornata di giovedi che precede le prime prove libere, è stata caratterizzata dalle conferenze stampa dei piloti.  A tenere banco, ancora una volta, le schermaglie tra Valentino Rossi e Marc Marquez. Il Dottore prima dichiara: “Pace con Marquez? Nessun problema; con lui non ci sono motivi per cui dovremmo chiarirci”. Poi però il centauro pesarese nega la stretta di mano allo spagnolo. Laconica la replica del pilota iberico: “E’ così, ed è la seconda volta che succede, non è un problema”.

Le parole del “Folletto di Tavullia”. Valentino Rossi esordisce dicendo: “Sono molto contento di tornare qui a Misano. È la gara più speciale con il Mugello e anche per tutti i tifosi, forse ancora di più. Lo scorso anno è stato complicato perché non è stato bello seguire la gara da casa a causa della frattura alla gamba. Miglioramenti nei test di Aragon? Sicuramente è stato un test molto importante, una pista importante per me e la Yamaha ma dovremo vedere come andrà nel weekend per capire il nostro livello. Marquez ha detto che vuole fare pace con me? Ho sentito la sua intervista ma non saprei, non abbiamo alcun problema, non so perché dovremmo riappacificarci”. Dunque, Vale prova a dribblare la domanda e dopo il “no” alla pronta stretta di mano di Marquez aggiunge: “Non c’è bisogno di stringersi la mano, per me non c’è nessun problema”.

I ricordi del Dottore. Parlando poi della sua prima volta a Misano, Rossi ricorda il suo primo giro in assoluto sul vecchio circuito: “Credo sia stato alla fine nel ’92 ed era la prima volta che giravo in pista con una moto. Il tracciato era in senso opposto e anche il circuito era più corto. Fu una grande emozione, girai con una Cagiva 125 e io ero molto giovane. Avevo una vecchia tuta di mio padre Graziano e quando entrai in pista, nonostante guidassi sempre lo scooter in strada, capii che era quello che che volevo fare nella vita”. Infine per Rossi la consueta domanda dai social: “Se dovessi paragonare la mia carriera a un film? Credo la Storia infinita”. Già, la storia infinita: infinita come la polemica e i veleni con Marquez. Il Dottore non dimentica. Per la serie: Dio perdona, Vale no.