Musica in streaming, Grooveshark torna sotto “mentite spoglie”

Grooveshark, sito lanciato nel 2007 e fra i pionieri per l’offerta online di musica in streaming, dopo aver perso battaglia legale con le case discografiche perchè accusata di aver condiviso illegalmente circa 5000 brani, è stato chiuso per pochi giorni ma è anche risorto sotto altro nome.

Circa il 90% dei suoi brani, infatti, è tornato online su una sorta di “sito-clone“. L’autore del “clone” non è noto ma usa lo pseudonimo “Shark” e in una mail al blog BGR.com ha spiegato spiega che ha cominciato a salvare i contenuti di Grooveshark temendo che potesse essere smantellato: “Insieme al mio team – spiega – abbiamo le competenze e le abilità tecnologiche per riportarlo in vita”.

Gli utenti, dunque, possono contiunare ad ascoltare musica compresi i file coperti da copyright ma il clone della piattaforma originaria non consente agli utenti di caricare la loro musica. Si presenta come un motore di ricerca musicale e afferma che i suoi contenuti sono ospitati su server di terze parti. Il sito avverte anche che per scaricare i brani protetti da copyright bisogna possedere il file originario. Non è detto però che le numerose avvertenze lo mettano al riparo da azioni legali.

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