18 Gennaio 2021

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Nel 2019 oltre 37.000 neomamme hanno abbandonato il posto di lavoro

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Sono 37.611 le lavoratrici neo-mamme che si sono dimesse nel 2019 e sono 13.947 i papà che si sono dimessi. I dati sono quelli dell’Ispettorato che ogni anno fa un’attività di verifica per prevenire licenziamenti mascherati da dimissioni. “Si fa notare – si legge – che la maggior parte ha riguardato le madri”.

Nelle quasi totalità dei casi si tratta di dimissioni volontarie (49mila). Ciò però non sana la complicazione nel conciliare i tempi di vita con quelli del lavoro. Un problema che ricade sulle donne. E infatti tra le motivazioni indicate c’è proprio la difficoltà di “conciliare l’occupazione lavorativa con le esigenze di cura della prole”. Difficoltà registrata in quasi 21mila casi e che matura, stando all’analisi dell’Ispettorato, quando non si hanno nonni e altri parenti a supporto o viene giudicato troppo elevato il costo di asili nido o di baby sitter o, ancora, quando ci si ritrova davanti al mancato accoglimento del figlio presso il nido.

Spesso si cambia azienda anche per migliorare le proprie condizioni di lavoro. Poi oltre alle dimissioni volontarie, gli altri provvedimenti di convalida hanno riguardato dimissioni per giusta causa (1.666) che si determinano quando il lavoratore lascia in tronco, recede anticipatamente dal rapporto a fronte di un inadempimento del datore di lavoro (ad esempio perché non gli è stato pagato lo stipendio). Residuale il numero delle risoluzioni consensuali (884), quando entrambe le parti, insieme, decidono di interrompere il contratto.