23 Settembre 2020

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Nel giorno della Festa della Repubblica, Salvini e Di Maio già al lavoro

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Nel giorno delle celebrazioni per la Festa della Repubblica, i due vice premier Salvini e Di Maio sono già al lavoro.

“Noi ci mettiamo al lavoro per creare lavoro”, ha dichiarato il leader pentastellato in una diretta live Facebook dall’ufficio del nuovo ministero che guiderà (che unisce lo Sviluppo economico e il Lavoro). “Il Jobs Act – ha detto – va rivisto, c’è troppa precarietà. La gente non ha certezza neanche più per prenotarsi le vacanze non solo per sposarsi e se dobbiamo dare più forza all’economia la dobbiamo ridurre”. “Questi due ministeri insieme sono una potenza, se si parlano”, ha aggiunto Di Maio. Da questi ministeri partono i nostri cavalli di battaglia. Tra le iniziative da affrontare subito, nel breve medio e lungo periodo, ci sono il via allo spesometro, al redditometro, alle spese di settore. Poi dobbiamo portare avanti delle politiche industriali, con investimenti nell’auto elettrica”.

Parlando poi di pensioni ha confermato: “Applicheremo la misura quota 100 per superare la legge Fornero”. Altro tema affrontato dal ministro sono i centri per l’impiego: “Metterò assieme gli assessori al Lavoro di tutte le Regioni italiane e cominceremo a lavorare per migliorare questi centri che hanno bisogno di più personale, di più risorse e di una filosofia diversa dove c’è lo Stato che mi consiglia su cosa formarsi in attesa che arrivi una proposta di lavoro”.

Citando Alitalia e Ilva tra i dossier che verranno affrontati, il ministro Di Maio ha detto: “Non faccio annunci, non prometto miracoli, parlo di fatti. La mia più grande preoccupazione sarà non deludere gli italiani e non vi deluderò”.

Infine l’annuncio di aver nominato come consulente Sergio Bramini, “cui avevo promesso questo ruolo. Bramini è l’imprenditore monzese “fallito per colpa dello Stato” che, nonostante un credito di quattro milioni di euro accumulato dalla sua azienda, si è visto portare via la sua villa di Sant’Albino ipotecata per scongiurare il fallimento e salvare la società e i suoi 32 dipendenti.

Matteo Salvini invece parla di immigrazione: “Domani vado in Sicilia, è la nostra frontiera. Voglio migliorare gli accordi con i Paesi da cui arrivano migliaia di disperati per il bene nostro e loro!”.

Bagno di folla per il neo ministro dell’Interno al termine della parata del 2 giugno. Il leader della Lega si è fermato a lungo con le decine di persone che lo acclamavano, tra selfie e abbracci. “Salva l’Italia”, “ora rispettate i patti” ma anche un “non lasciare Berlusconi”, tra le richieste dei sostenitori.