Neonati sepolti a Parma: chiesti 26 anni per Chiara Petrolini
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La Procura di Parma ha chiesto 26 anni di reclusione per Chiara Petrolini, la 22enne imputata per la morte dei suoi due figli neonati e poi seppelliti nel giardino di casa nel Parmense. La richiesta è stata formulata dalla pm Francesca Arienti e dal procuratore capo Alfonso D’Avino al termine della requisitoria ritenendo la giovane responsabile di tutti i reati contestati: due omicidi volontari premeditati e due episodi di soppressione di cadavere. Ai neonati fu tagliato il cordone ombelicale, morirono per shock emorragico e furono nascosti sotto uno strato di terra. Non c’è richiesta di ergastolo perché la procura di Parma ha considerato attenuanti generiche la giovane età e “l’immaturità”.
Il processo ricostruisce la vicenda dei due bambini partoriti in momenti diversi -a distanza di poco più di un anno l’uno dall’altro – e poi sepolti nel giardino della casa familiare a Traversetolo. Nel corso della requisitoria, la pm Arienti ha sottolineato con forza la concretezza delle vittime, parlando di “due bambini reali” e non di figure astratte. Per questo in aula ha mostrato l’immagine del neonato ritrovato nell’agosto 2024, spiegando: “Siamo qui per la morte di due bambini che non esistono solo sulla carta, sono realmente esistiti”
Secondo l’accusa, alla base della vicenda ci sarebbe stata una scelta deliberata da parte dell’imputata. “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini” le parole di Chiara Petrolini, che ha reso alcune dichiarazioni spontanee davanti alla Corte di assise di Parma. “Ho sempre dichiarato che sapevo di essere incinta, ma perché mi sembrava l’unica spiegazione possibile”.
