02/08/2021

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Nuova denuncia delle Iene: firme irregolari per la candidatura della Raggi

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Dopo l’inchiesta sulle firme false del M5S a Palermo e Bologna, scoppia un caso sospetto che riguarderebbe anche le firme raccolte per la candidatura della sindaca Virginia Raggi nella Capitale. In un servizio del programma Mediaset Le Iene, andato in onda ieri, si indaga su un evento verificatosi nell’aprile del 2016 durante la campagna elettorale pentastellata.

Per avere chiarimenti, la stessa Raggi è stata raggiunta sulle piste da sci dell’Alpe di Siusi ma il suo unico commento è stato: “A quel tempo ero candidata, chiedete ai delegati di lista”.

Il caso delle firme nella Capitale è stato sollevato da Alessandro Onorato, consigliere comunale per la Lista Marchini, che ha richiesto l’accesso agli atti per capire se sia stato commesso un falso nella candidatura della sindaca capitolina.

Nel servizio televisivo, Onorato rivela di aver scoperto un’incongruenza.

Nell’atto principale, ossia il modulo con cui si presentano le firme dei cittadini, è segnata la data del 20 aprile 2016 e sono indicate 1352 firme raccolte attraverso 90 “atti separati”. Ma, il “Firma Day” del M5S, ovvero il giorno della raccolta firme, è stato il 23 aprile, tre giorni dopo rispetto alla data indicata sul documento. “O sono veggenti”, commenta Onorato “o c’è un falso. Come facevano, infatti, i 5 stelle a sapere esattamente il numero delle firme che sarebbero state raccolte solo tre giorni più tardi?”. Inoltre, aggiunge il consigliere della Lista Marchini, risultano per il 23 aprile dieci certificatori (coloro che per legge autenticano le firme raccolte) per venti banchetti di raccolta disseminati in tutta la città.

“Ma possono dieci cancellieri coprire venti banchetti sparsi in venti zone di Roma?”, si domanda ancora Onorato.

Interrogati sul fatto, i legali del M5S sostengono che è tutto lecito e che è una prassi usuale lasciare delle parti in bianco sull’atto principale, che è per sua natura una “fattispecie a formazione progressiva”, quindi un atto che “come prevede la legge si può aprire prima della raccolta delle firme, lasciando alcune parti in bianco che verranno compilate in un secondo momento”, sostengono i due avvocati.

Ma Roberto Giachetti, candidato sindaco per il Pd nel 2016 e Alfio Marchini, candidato per la lista omonima, interrogati dalle Iene dichiarano entrambi il contrario: “Prima si raccolgono le firme dei cittadini, poi se ne indica il numero esatto in un documento ufficiale”. Sulla stessa linea anche l’Ufficio dei servizi elettorali del ministero dell’Interno e quello del Comune di Roma, il quale dichiara a sua volta che nel documento è presente un’anomalia e che pertanto il Comune non avrebbe dovuto accettarlo.