Oltre Due Secoli Di Marsigliese. 224 Anni Dalla Prima Esecuzione In Pubblico A Parigi.

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Esattamente 224 anni fa, il 30 luglio 1792, veniva eseguita per la prima volta in pubblico a Parigi, la Marsigliese, destinata poi a diventare l’inno nazionale francese. Tutto cominciò con la dichiarazione di guerra della Francia all’Austria, quando il sindaco di Strasburgo, il barone di Dietrich, domandò al compositore e poeta Claude Joseph Rouget de Lisle, all’epoca ufficiale del genio militare, di scrivere un canto di guerra. Il 25 aprile 1792, Rouget de Lisle, tornando a casa in rue de la Mésange, viene colto dall’ispirazione e compone l’inno di guerra dedicato al maresciallo Nicolas Luckner, il bavarese che comanda l’Armata del Reno.

Poco tempo dopo, però, il barone Dietrich, che aveva commissionato l’inno, muore e Rouget canta, per la prima volta, queste strofe che sarebbero diventate presto La Marsigliese, abbandonando il nome originale “Chante de guerre pour l’Armée du Rhin” (Canto di guerra per l’Armata del Reno). Questa scena è immortalata nel quadro di Isidore Pils, esposto al museo di Belle Arti di Strasburgo.

La Marsigliese divenne l’inno nazionale con un decreto del 14 luglio 1795, ma in seguito la canzone fu messa al bando da Napoleone I rimanendo così soppressa dal 1807 al 1831. Solo dopo la rivoluzione del 1830 La Marsigliese fu nuovamente in voga e Hector Berlioz ne elaborò una versione orchestrale. Poi durante il Secondo Impero fu ritenuta di nuovo una canzone inappropriata e l’inno nazionale divenne Partant pour la Syrie, aria composta da Ortensia di Beauharnais, la madre di Napoleone III. soltanto nel 1876 La Marsigliese fu nuovamente considerata inno nazionale di Francia.

Eppure questo brano è circondato da una contesa, che, come spesso accadde nel corso della storia, riguarda l’Italia e la Francia, dato che la paternità è stata di recente messa in dubbio: potrebbe averlo composto in realtà Giovanni Battista Viotti, compositore italiano. La diatriba, scoppiata sui siti un paio d’anni fa, è stata rinfocolata di recente. Blogger italiani e francesi si accapigliano online con esiti comici: “l’abbiamo scritta noi”, “no, l’abbiamo fatta noi”, “siete i soliti impostori”, “no, siete voi gli imbroglioni”. Noi nel frattempo di inno ci teniamo il nostro.