23 Gennaio 2021

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Omicidio Giulio Regeni: la Procura di Roma è pronta a chiudere le indagini

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La Procura di Roma è pronta a chiudere le indagini sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. Nel mirino, ci sono cinque 007 egiziani appartenenti alla National Security, accusati di sequestro. E’ quanto ha comunicato il procuratore capo di Roma Michele Prestipino al procuratore Generale d’Egitto nel corso di un nuovo incontro.

La procura egiziana, ritiene le prove insufficienti. “Il procuratore generale d’Egitto nel prendere atto della conclusione delle indagini preliminari italiane, avanza riserve – si legge in una nota congiunta dei due uffici giudiziari – sulla solidità del quadro probatorio che ritiene costituito da prove insufficienti per sostenere l’accusa in giudizio. In ogni caso la procura generale d’Egitto rispetta le decisioni che verranno assunte, nella sua autonomia, dalla procura della Repubblica di Roma”.

Nell’inchiesta romana, condotta dal procuratore Sergio Colaiocco, sono comparsi due nuovi testimoni che, secondo ‘la Repubblica’, avrebbero raccontato di aver visto Regeni mentre veniva rapito da agenti della National Security, il servizio segreto civile egiziano.

I due testimoni inoltre avrebbero detto di aver visto Regeni dopo il rapimento prima in una caserma, poi in un’altra: la prima è situata vicino alla metropolitana di Dokki, non lontano da dove il ricercatore italiano fu rapito. La seconda, era una caserma dove solitamente, secondo i testimoni, venivano portati i cittadini stranieri. Entrambe le caserme sarebbero utilizzate dai servizi segreti civili egiziani e lì Regeni sarebbe stato picchiato, torturato e ucciso.

Le testimonianze proverebbero che il governo egiziano era a conoscenza della scomparsa, delle torture e della morte di Regeni e che l’allora ministro dell’Interno, Magdy Abdel Ghaffar, avrebbe mentito quando, pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo di Regeni, dichiarò di non sapere cosa fosse successo e che il ministero non conosceva il ricercatore.