14/04/2021

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Patrick George Zaki: c’è ansia per la nuova udienza a Il Cairo che, potrebbe prolungare la sua detenzione

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Nuova udienza oggi a Il Cairo per Patrick George Zaki, lo studente 29enne dell’Università di Bologna detenuto da oltre un anno in Egitto, nella prigione di Tora. Sarà l’ennesima udienza farsa orchestrata dal governo egiziano per prolungare ancora una volta la custodia cautelare in carcere? Tutto il mondo democratico spera di no e i legali di Patrick, torneranno a chiederne il rilascio immediato, oltre a chiedere la sostituzione dei giudici.

Al tribunale dove si svolge l’udienza,  diplomatici di Italia, Francia, Canada e Stati Uniti hanno depositato delle comunicazioni scritte per esprimere l’interessamento al caso.

Eipr (Egyptian Initiative for Personal Rights): “Speriamo, come ogni sessione, che questa sia l’ultima. Patrick è detenuto nella prigione di Tora da più di un anno e un mese, si trova in detenzione preventiva senza accuse chiare e con un verbale d’arresto falsificato, il che ci fa ripetere la nostra richiesta urgente per il rilascio immediato di Patrick”.

Tante le voci che dal nostro Paese si sono levate in favore dell’attivista egiziano, a cui lo scorso gennaio la città di Bologna, ha conferito la cittadinanza onoraria. Stesso provvedimento al vaglio anche del comune di Rimini che domani si riunirà in seduta solenne domani per votare l’iniziativa.

Il segretario del Pd Enrico Letta ha twittato: “La speranza nello sguardo di tutti noi, oggi al #Cairo. Per una nuova udienza sulla scarcerazione di #PatrickZaki. Non molliamo #freepatrickzaki #Zaki”

In attesa della decisione è arrivato anche il tweet della senatrice dem Valeria Fedeli: “A quasi 14 mesi dall’arresto arbitrario e illegale oggi ennesima udienza per #PatrickZaki. Per la sua libertà e in nome dei #dirittiumani serve riconoscergli al più presto la cittadinanza italiana, agire con forza sulle autorità egiziane, chiedere impegno concreto alla Ue”.

Giuseppe Civati ha invece ritwittato un articolo del ‘Corriere della Sera’ che, racconta la visita straziante della famiglia di Patrick nel carcere di Tora. ” Sono esausto sia fisicamente che mentalmente. non posso continua restare qui ancora a lungo e mi deprimo ogni volta che c’è un momento importante nell’anno accademico, mentre io sono qui, invece di essere con i miei amici a Bolgna”, si legge nell’articolo.

Peccato che il Governo italiano, senza chiedere il parere dei suoi cittadini, abbia deciso di continuare ad armare il regime egiziano. E’ stata infatti avviata una trattativa da Fincantieri per il “supporto logistico”, tramite la fornitura di pezzi di ricambio e di riserva, per le due navi Fremm già vendute al regime di al-Sisi e al centro di polemiche e sdegno generale. Lo stesso al-Sisi, pare voglia esercitare l’opzione, come previsto dal contratto per un’altra coppia di fregate. Dunque per l’Italia, nonostante l’omicidio di Giulio Regeni e il caso della detenzione illegale di Zaki, il Cairo è un cliente troppo appetibile.