10/04/2021

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Patto tra i grandi: dal G7 stanziati 7,5 miliardi per i vaccini ai Paesi poveri

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Una battaglia da vincere insieme, compatti, poveri e ricchi. Perchè dal Covid-19 si esce solo se nessuno verrà abbandonato a se stesso: è messaggio dei leader dei sette Paesi più industrializzati del mondo, che puntano ad accelerare nella produzione, distribuzione e inoculazione dei vaccini anche nei Paesi in via di sviluppo. In poche ore il vertice online del G7, che ha sancito anche il debutto internazionale di Mario Draghi come presidente del Consiglio e di Joe Biden, ha raddoppiato gli sforzi finanziari a favore dei programmi anti-Covid dell’Oms, Covax e Act-A, arrivando a stanziare 7,5 miliardi di dollari.

L’importo più imponente arriverà dagli Stati Uniti per un totale di 4 miliardi, l’Ue ha raddoppiato il suo contributo per 1 miliardo di euro e la Germania stanzierà ulteriori 1,5 miliardi. Anche l’Italia sta lavorando ad un nuovo contributo da destinare all’Act-A. Mario Draghi, nel suo intervento, ha sottolineato proprio il valore della salute come bene pubblico globale, che deve essere regolato da norme condivise e principi trasparenti: una priorità nell’agenda del G20 a guida italiana, che ha già in programma il Global Health Summit il 21 maggio a Roma, e che ora guarda con interesse alla proposta del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres di istituire una “Task Force di emergenza G20” che sviluppi un piano vaccinale globale. Per l’Italia infatti l’accesso equo, universale e di massa ai vaccini è un imperativo non negoziabile.

Fare in fretta è l’imperativo per tutti perché il virus va battuto sul tempo. Il capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, ha quindi incalzato l’Europa e gli Stati Uniti a donare “il prima possibile” 13 milioni di dosi all’Africa affinché possa immunizzare, e mettere al sicuro, i suoi 6,5 milioni di operatori sanitari. Dai Sette arriva anche l’impegno a continuare a sostenere “una ripresa forte, sostenibile e inclusiva” delle economie fiaccate dagli effetti dalla pandemia e a “proteggere i posti di lavoro”.