ART News

Agenzia Stampa per emittenti radiofoniche

PD: Madia chiede la testa di Orfini

2 min read

Dopo il terremoto elettorale, continuano le scosse di assestamento all’interno del PD.

Alla vigilia della Direzione Nazionale prevista per domani, si apre la resa dei conti sia a Roma che a Torino, città simbolo della sconfitta.

Nel capoluogo piemontese il segretario Morri ha gia annunciato che non si ricandiderà, aprendo di fatto la strada al congresso anticipato. E qualcosa di analogo potrebbe ripetersi nella capitale, dove lo stesso commissario Matteo Orfini si ritrova vittima del fuoco amico dell’area renziana.

A rendere il clima ancor apiù incandescente, ci ha pensato la responsabile della Funzione pubblica Marianna Madia, che in un’intervista ha chiesto proprio la testa di Orfini, che del Pd è anche presidente.

L’affondo del ministro contro il commissario è il segnale di un conflitto in seno alla maggioranza che guida il Pd: “Il voto ci dice una cosa chiara: nella mia città, che non è l’ultimo borgo d’Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito. Se a Roma il tappo è Matteo Orfini – continua la ministra – allora si dimetta. Non ci possiamo più permettere ostacoli al cambiamento”.

Ma nella stessa area renziana ci sono scontri evidenti, con il vicesegretario Lorenzo Guerini che gela la ministra difendendo Orfini: “Consiglierei a tutti più sobrietà nelle dichiarazioni. Credo sia oltremodo sbagliato porre la questione in questo modo, cioè chiedendo le dimissioni del commissario“.

Domani il caso Roma arriverà sul tavolo dei lavori della Direzione nazionale e Orfini ha già in mente la strategia per ribattere alle accuse: se necessario, si potrà anticipare il congresso del Pd romano previsto a ottobre, ricordando che per Statuto è proprio la Direzione a dover stabilire se accelerare il redde rationem, o lasciare che si tenga subito dopo il referendum costituzionale.

 In molti infatti attendono l’intervento di Renzi proprio per capire la linea sulla legge elettorale, e per avere la certezza se davvero il premier slegherà la sua permanenza a Palazzo Chigi dall’esito del referendum d’ottobre sulla riforma costituzionale.

La sinistra del partito è riunita oggi pomeriggio per fare il punto in vista dello scontro ed impostare la strategia per domani.

Ci si aspetta che l’opposizione interna chiederà al premier di fare un passo indietro dalla segreteria e dare cosi un nuovo orizzonte per il governo.

Autore

Facebook
X (Twitter)