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Perché l’Italia guarda all’Artico: presentata la nuova strategia per il “Grande Nord”

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C’è una regione del mondo che fino a pochi anni fa sembrava lontanissima, mentre oggi è uno dei punti più contesi del pianeta. E l’Italia ha deciso di mettere nero su bianco cosa intende fare. Ieri, a Villa Madama, i ministri Antonio Tajani (Esteri), Guido Crosetto (Difesa) e Anna Maria Bernini (Università e Ricerca) hanno presentato il documento “La Politica Artica Italiana”. Una mossa che arriva mentre la regione è al centro delle tensioni internazionali innescate dalle mire di Donald Trump sulla Groenlandia.

Ma perché l’Artico interessa così tanto un Paese mediterraneo come il nostro? La risposta sta in tre fenomeni concreti. Primo: lo scioglimento dei ghiacci sta aprendo nuove rotte marittime che potrebbero accorciare di settimane i viaggi commerciali tra Europa, Asia e Nord America. Secondo: sotto quei ghiacci ci sono enormi giacimenti di gas, petrolio, terre rare e minerali critici, materie prime indispensabili per costruire batterie, microchip e tecnologie green. Terzo: l’Artico è ormai un’area di competizione geopolitica diretta tra Stati Uniti, Russia e Cina, e dunque un nodo cruciale anche per NATO e Unione Europea.

Il documento traccia tre direttrici di lavoro: sicurezza, ricerca scientifica e sviluppo economico. Tre ambiti che, ha spiegato la ministra Bernini, non si possono più tenere separati: «La ricerca non può vivere senza la sicurezza, e la sicurezza non può vivere senza la difesa».
Sul fronte militare, Crosetto ha bocciato senza mezzi termini la decisione di sette Paesi europei di inviare piccoli contingenti simbolici in Groenlandia per rispondere alle pressioni di Washington. La risposta, ha sostenuto, deve essere strutturale e collettiva, in chiave NATO, perché «il Paese che più confina con l’Artico è la Russia, e quando finirà la guerra in Ucraina sposterà gran parte delle sue risorse militari proprio in quell’area».

Sul fronte economico, l’Italia schiera le sue eccellenze industriali: Eni per l’energia, Leonardo per la difesa, Fincantieri per la cantieristica, Telespazio e ASI per lo spazio, Enel Green Power per la geotermia. Tajani ha annunciato una missione imprenditoriale dedicata e un viaggio a Washington per discutere di materie prime con il segretario di Stato americano Marco Rubio. Sul fronte scientifico, Bernini ha ricordato che l’Italia opera nell’Artico da cinquant’anni, e ha annunciato che il 3 e 4 marzo Roma ospiterà l’Arctic Circle Forum – Polar Dialogue, riunendo governi, imprese e ricercatori da tutto il mondo.

Il messaggio, come ha sintetizzato la premier Giorgia Meloni, è che ciò che accade nel “Grande Nord” non resta confinato lassù: riguarda il clima, l’economia, la sicurezza e il futuro di tutti noi.

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