Persi è un inno alla vita. Il debutto di Luna Palumbo – L’intervista
6 min read
Autoironica, frizzante e grintosa è così che si presenta Luna Palumbo, all’anagrafe Lucia ma solo perché il papà non ha voluto dare un dispiacere alla nonna paterna. Classe ’90, Luna fa parte della nuovissima generazione 2.0, ma seppur giovanissima la leonessa di Salerno ha tutte le carte giuste per brillare nell’olimpo della musica italiana.
Un timbro graffiante, uno sguardo magnetico e lunghi capelli ricci che le incorniciano il volto, Luna si racconta in una lunga intervista parlando di tutto, degli esordi, dell’amore ma soprattutto di “Persi”, il suo singolo d’esordio uscito il 9 aprile scorso e che precede l’album d’esordio previsto per il prossimo autunno sotto etichetta Bpm – Best Pure Music e autoprodotto dall’artista in collaborazione con la DGM PROMOTION di Generoso D’Elia.
Persi è il tuo primo singolo che hai composto insieme a Diego Parisi e Lorenzo Maffia con i quali stai anche producendo il tuo album d’esordio.
«Persi è un po’ il mio bambino. L’ho fortemente voluto e si tratta, cosa importante, del mio primo lavoro inedito a cui ho collaborato attivamente scrivendone anche il testo grazie all’aiuto di Diego Parisi che mi ha supportato nella stesura del testo e si è occupato anche della musica e grazie anche al lavoro di Lorenzo Maffia che ha firmato la musica e gli arrangiamenti»
Quanto c’è di tuo in questo brano?
Praticamente tutto. All’interno di Persi c’è tutta la mia storia. É una canzone che parla con il linguaggio della mia generazione, semplice e diretto. Non è il solito dramma amoroso ma una vera e propria sorpresa e scoperta del sentimento stesso attraverso i ritmi frenetici della vita quotidiana. Ho voluto raccontare di come l’amore ti cambia la vita attraverso un percorso all’insegna della scoperta, della sensualità, della maturità e della felicità quella vera»
La domanda ora sorge spontanea: sei innamorata?
«Assolutamente si. Il brano è molto autobiografico. Io ero una di quelle che non credeva più che realmente esistesse l’anima gemella. Mi sono felicemente ricreduta»
Il 16 aprile è uscito anche il video di Persi ed in sole 24 ore è stato un boom di visualizzazioni. Ma tu sei avvezza a numeri importanti in questo campo: ad esempio i tuoi live hanno raggiunto 14 milioni di views. A 25 anni come si gestisce tutto questo successo?
«Sono una persona che rimane con i piedi per terra nonostante questi numeri da capogiro. C’è un esposizione a livello mediatico fortissimo, quindi bisogna stare solo molto attenti a qualunque cosa fai o scrivi. É una faccenda molto delicata ma mi fa piacere. Ho il difetto o il pregio di non prendere mai le cose troppo sul serio. Ho avuto a che fare con persone che subito hanno perso la testa anche in occasioni di minore portata, sono felice di non essermi stata fatta trasportare perché penso che la vita così come ti sorprende a livello positivo ti può togliere tutto»
C’è un ricordo particolare legato al momento in cui hai deciso che della tua passione ne volessi fare un vero e proprio lavoro?
«In realtà è successa la cosa inversa come spesso accade anche a tutti gli altri miei colleghi. Io non ricordo un giorno in cui ho detto “da oggi voglio cantare”, lo facevo già a tre anni appena sapevo che c’era un matrimonio in famiglia preparavo con mia mamma l’esibizione e la coreografia»
Hai partecipato a tantissimi contest musicali.
«In realtà ho avuto la fortuna di partecipare a dei contest, ma non sono una di quelle che si fa tutti i festival. Il primo a cui ho partecipato è stato il Play Music Festival, tappa importante perché è stato lì che ho conosciuto Diego Parisi il mio attuale produttore artistico. Da quel momento in poi io sono cambiata tantissimo perché mi sono veramente riscoperta»
Quale palco sogni di calpestare?
«Come tutti gli italiani aspiro al palco dell’Ariston perché è un qualcosa che porti nel cuore»
Luna partecipa anche alla seconda edizione di The Voice of Italy, condotto da Federico Russo, nell’anno in cui tutto il clamore mediatico era rivolto verso Suor Cristina. La partecipazione della salernitana al talent però lascia il segno non solo a livello di perfomances, tutti ricorderemo l’interpretazione di Albachiara di Vasco Rossi riarrangiata per l’occasione da Marco Petriaggi e che convinse tutti i coach durante le Blind Audition, ma anche a livello di numeri: ben 6 milioni di visualizzazioni su youtube per la Battle contro Suor Cristina e apprezzamenti provenienti da oltre oceano per Luna.
Parliamo di The Voice. Team J-Ax o team Carrà?
«Bella domanda. In un primo momento ho scelto J-Ax perché avevo paura che gli altri giudici mi richiudessero in uno stile ben definito. Piero Pelù era super rock, la Carrà era molto pop, Noemi mi piaceva tanto però, all’epoca, la vedevo un’artista ancora emergente ed avevo molta paura di lei a livello di competizione. Sappiamo la storia come sia andata con Suor Cristina e alla fine ho scelto Raffaella Carrà ma proprio perché lei mi amava tanto anche dietro le telecamere, durante le prove. Ma col senno di poi, con tutto il rispetto per la sua carriera, con lei mi sono un po’ persa poiché mi ha fatto fare solo quello che lei immaginava, mi sono esibita su un palco a 360° in brani che però non mi appartenevano tantissimo. Forse se fossi rimasta con J-Ax sarebbe uscita fuori la Luna vera»
Ti senti ancora con i ragazzi che hanno partecipato con te al talent?
«Assolutamente si, noi ci amiamo. Io sono felicissima non solo perché siamo in contatto, ma anche perché sono stati tutti carinissimi adesso che è uscito il singolo mi hanno fatto sentire la loro vicinanza in tutto. Quello che resta, dopo aver partecipato ad un talent televisivo, credo che sia la cosa più bella»
Tu sei nata attraverso un talent, si può dire. Pensi di far parte di una generazione particolarmente fortunata?
«Assolutamente si, anche se negli anni indietro c’era meno concorrenza e di conseguenza un mercato più povero di cantanti. Adesso ne siamo talmente tanti che risulta molto difficile emergere. I talent sono un po’ un’arma a doppio taglio, siamo fortunati perché abbiamo l’immediatezza dell’esposizione mediatica poi però c’è tanto da dimostrare per la diffidenza del pubblico»
C’è un aneddoto particolare legato al dietro le quinte di The Voice?
«Ho tantissimi momenti da ricordare. Ti posso dire che durante le Blind, la prima occasione vera della mia vita in cui dovevo dare il massimo, ho avuto un virus intestinale fortissimo. Nonostante tutto, però, è andata benissimo. Un altro momento che ricordo è stata la Battle con Suor Cristina che è stato il mio dramma»
Se avessi un solo “grazie” da poter dire a chi andrebbe?
«Esclusi i miei genitori, ovviamente, a cui dico grazie quasi ogni giorno, penso che andrebbe a Manuel Foresta. Lo reputo non solo un grandissimo amico, ma anche un grande cantante ed un grande talento e che ha fatto tantissimo per me. Ci sarebbero tantissime persone che per ragioni diverse dovrei ringraziare»
Progetti futuri?
«Non prima dell’autunno dovrebbe uscire l’album. Sto lavorando e non voglio avere fretta, cerco di fare le cose con calma. Forse ci sarà anche un altro singolo estratto prima dell’uscita ufficiale»
Il brano Persi è stato scelto da Lorella Cuccarini come inno della maratona benefica “30 ore per la vita” di quest’anno.
Marina Illiano
m.illiano@art-news.it
@marinailliano
