Incontro Meloni-Draghi a Palazzo Chigi: sul tavolo il report sul futuro della competitività europea
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Incontro a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e Mario Draghi. Negli scorsi giorni la premier, durante un colloquio telefonico, aveva invitato l’ex presidente della Banca Centrale Europea nella sede del governo italiano per confrontarsi sul report da lui redatto sul futuro della competitività europea.
Al centro del faccia a faccia – fa sapere una nota di Palazzo Chigi – “la necessità di un maggiore impulso all’innovazione, la questione demografica, l’approvvigionamento di materie prime critiche e il controllo delle catene del valore e, più in generale, la necessità che l’Europa preveda strumenti adatti a realizzare le sue ambiziose strategie – dal rafforzamento dell’industria della difesa fino alle doppie transizioni – senza escludere aprioristicamente nulla, compresa la possibilità di un nuovo debito comune”. “Priorità condivise che – precisa la nota – rispecchiano anche il lavoro portato avanti dal Governo in Italia e nelle Istituzioni europee”
Oggi la prima assemblea di Confindustria per Giorgia Meloni in cui la premier ha fatto riferimento proprio al rapporto di Draghi sul tema. “Come correttamente ha sottolineato Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività europea, gli ambiziosi obiettivi ambientali dell’Europa devono essere accompagnati da investimenti e risorse adeguati da un piano coerente, altrimenti è inevitabile che la transizione energetica e ambientale vada a scapito della competitività e della crescita” ha dichiarato questa mattina la leader di FdI che ha anche assunto l’impegno a “correggere il Green deal” in Europa. Piano che, a suo avviso, ha portato a “risultati disastrosi frutto di un approccio ideologico”.
La presidente del Consiglio ha anche indicato, nel suo intervento, una crescita dell’1% nel 2024 come “a portata di mano”, un obiettivo migliore rispetto alle stime della Commissione Ue. E confermato che la manovra sarà impostata sugli aiuti alle famiglie “non per etica ma per necessità”. Alle imprese poi la garanzia che lo Stato “non disturba chi vuole fare”, ma anche “alcuni no, perché i soldi dei cittadini non si gettano dalla finestra”. La presidente del Consiglio E sulla nomina di Raffaele Fitto nella nuova Commissione von der Leyen ha detto: “Tutti dovrebbero sostenerlo”.
