Povertà in Italia: parla Boeri

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri ha tracciato un quadro molto allarmante del nostro paese: in 6 anni di crisi le famiglie sotto la soglia di povertà sono aumentate dal 18% al 25%, un aumento da 11 a 15 milioni di persone, un terzo in più rispetto al 2009 con un ‘taglio del reddito disponibile per queste classi disagiate pari ad oltre il 27%; ciò a fronte della riduzione di appena il 5% della capacità di reddito della popolazione più ricca e della classe media.

“Nella storia del nostro paese – ha sottolineato – non ci sono stati episodi di questo tipo e di questa entità”. La povertà è il problema centrale, molto più delle diseguaglianze tra i redditi in quanto tali“. L’indice Gini (coefficiente che misura le disuguaglianze tra le distribuzioni, ndr) – ha spiegato il presidente-  per quanto riguarda le diseguaglianze tra redditi, ha subito un incremento “ma ai limiti della significatività”. Diverso l’andamento per la crescita della povertà.

Alla domanda se tutto ciò era inevitabile, Boeri ha risposto di no spiegando peraltro che il dato è più allarmante se si fa un raffronto con gli altri paesi europei: quelli  che hanno conosciuto una crisi comparabile alla nostra riescono, infatti, a subire una riduzione del reddito del 7%, senza conoscere un incremento dei tassi di povertà.

Boeri ha, inoltre delineato la possibilità di strumenti di contrasto alla povertà nella fascia tra i 55 e i 65 anni; impossibile, farlo per le persone più giovani , poiché manca una efficiente amministrazione delle politiche attive del lavoro.

Il presidente Inps ha fatto anche il punto sull’avvio dell’operazione “bonus bebe”: l’Inps ha ricevuto 15mila domande per l’erogazione dell’assegno mensile da 80 euro, agevolazione basata su parametri legati alla certificazione Isee, cui è stato dato il via libera a partire dall’11 maggio.

 

 

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