Raid israeliani in Libano e tregua in bilico. Colpito mezzo Unifil italiano, Meloni: “irresponsabile”
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Tregua fragilissima tra Usa/Israele ed Iran. A fine giornata è intervenuto il premier israeliano Netanyahu a fare il punto. “Il nostro dito è sul grilletto, siamo sempre pronti alla guerra”, afferma. A sorpresa Donald Trump aveva accettato di estendere di due settimane la scadenza dell’ultimatum dato all’Iran, su pressing del Pakistan. Lo stop ai bombardamenti è “a condizione che la Repubblica islamica acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz”, scriveva il tycoon su Truth.
Alcune navi hanno effettuato i primi attraversamenti, poi è arrivato un nuovo stop da parte di Teheran per i raid israeliani sul Libano. In dieci minuti sono esplose circa 160 bombe. Il bilancio di vittime e feriti resta incerto. Al momento si parla di 254 morti e 1165 feriti. Il numero più alto delle vittime a Beirut con 92 morti e 742 feriti.
Lutto nazionale in Libano. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per domani, giovedì 9 aprile, “una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili”.
Un mezzo Unifil italiano è stato colpito dagli attacchi dell’Idf, per fortuna non ci sono feriti. Immediata la condanna della premier Meloni e del ministro della Difesa Crosetto. In una nota di Palazzo Chigi si sottolinea che “i militari italiani sono presenti in Libano sulla base di un mandato ricevuto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e agiscono nell’interesse del mantenimento della pace”. È quindi “del tutto inaccettabile che il personale che agisce sotto la bandiera dell’Onu sia messo a rischio con azioni irresponsabili come quelle odierne, che sono in palese violazione della risoluzione 1701 delle Nazioni Unite”. Gli attacchi israeliani in Libano, “che hanno già provocato troppi morti e un’inaccettabile numero di sfollati, devono cessare immediatamente”. “Israele – si legge ancora nella nota – dovrà chiarire quanto accaduto e, in questo quadro” la presidente del Consiglio “attende gli esiti della convocazione odierna alla Farnesina dell’ambasciatore d’Israele a Roma su iniziativa del vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri, Antonio Tajani”.
Macron sente Trump e Pezeshkian. Secondo il presidente francese Macron che ha avuto due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud PezeshkianIl cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere ”credibile e duraturo”.
