25/02/2021

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Rassegna: Lukaku, nessuno in grado di fermarlo. Tennis, Djokovic sul trono di Melbourne. Sci, Cortina amara per l’Italia

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Rassegna stampa di lunedì 22 febbraio, la Serie A ha una nuova protagonista assoluta, l’inter stravince il Derby per 3-0, staccando di fatto un Milan che non riesce più a ritrovarsi. Il risultato del Meazza si potrebbe spiegare in mille modi, uno su tutti la stratosferica potenza di Lukaku, capace di far sentire i difensori rossoneri come dei dilettanti, o per lo meno di più categorie inferiori, al cospetto di un giocatore in continua evoluzione mentale e soprattutto fisica. L’onda d’urto, il peso corporeo e la rapidità di progressione sono caratteristiche con le quali Romagnoli e Kjaer non possono competere, probabilmente neanche Ibra, complice ovviamente anche l’età. In Serie A un attaccante così forte mancava da diversi anni, un giocatore verso il quale ci vorrebbe uno studio approfondito per capire come fermarlo. Lukaku è tutto questo e la prova di forza espressa contro il Milan giustifica il volere di Conte al momento dell’acquisto. In serata lo 0-0 tra Roma e Benevento, dopo il 4-2 dell’Atalanta sul Napoli. Andiamo a vedere i titoli dei maggiori quotidiani odierni, partendo da Gazzetta dello sport.

GAZZETTA DELLO SPORT- Derby, sulla prima pagina odierna della rosea i complimenti strameritati all’Inter di Conte che non solo vince un derby scudetto per 3-0 ma eleva soprattutto Lukaku a uomo record (a segno per il quinto derby di fila) e Conte che ora può godersi tranquillamente il primato, come ai tempi della prima Juventus, quando superò in corsa proprio il Milan di Ibrahimovic e poi vinse lo scudetto: “Doppio Lautaro, poi segna Lukaku. Ibra è fermato da Handanovic e Romelu lo punge. «Il migliore sono io». Conte a ritmo Mou”. Le pagelle, Lukaku voto 8: “L’assist per lo 0-1 di Lautaro, la travolgente discesa libera dello 0-3, in cui condanna Romagnoli alla stessa figuraccia di comparsa patita da Parolo della Lazio. Lukaku che vuole palla addosso, Lukaku che fila via e scaraventa tutti in un fosso”. Milan, Ibra si prende un bel 6 ma Romagnoli crolla con un 4,5 senza appello: “Nell’azione del 3-0 sembra la “lepre” del mezzofondista, quello che per un po’ corre davanti al campione per tirarlo, e che poi cede di schianto e lo lascia andare. Ma è calcio, non atletica. Romagnoli tentenna anche nel complesso, troppe indecisioni”. La sfida tra tecnici ovviamente la vince Conte 8 a 5.

CORRIERE DELLA SERA- Il tennis a pag. 43 per omaggiare il Re di Melbourne, ovvero Novak Djokovic, vincitore e padrone indiscusso dell slam: “Djokovic si riprende l’Australia e parte verso nuovi record La rivoluzione russa di Medvedev può attendere,18° titolo per il serbo che ripensa al Grande Slam”. Titola così Gaia Piccardi che poi aggiunge: “Mentre la rivoluzione di Daniil Medvedev russa- si legge- Novak Djokovic risorge dalle sue ceneri e raggiunge la vertiginosa quota di 18 Major, un paio in meno degli altri due che supererà in tromba («Mi sorprende ogni giorno, ce la farà» conferma Goran Ivanisevic, il grande ex che ha innervato il servizio del serbo di nuova linfa), magari già in questa stagione cominciata alla grande a Melbourne che rilancia suggestioni di Grande Slam, quello vero”.

REPUBBLICA- Lo sci sulle colonne del quotidiano a pag. 33, con l’Italia che a Cortina fa gli onori di casa verso gli altri e poco verso se stessa. Gli atleti azzurri faticano parecchio, come spiegato da Alessandra Retico: “Vinatzer, speciale a metà. Cortina saluta con l’amaro”. Poi l’approfondimento: “L’Italia chiude il Mondiale con un retrogusto amaro. Alex Vinatzer quarto. A 8 decimi dal podio e a oltre un secondo (1’’20) dall’oro del norvegese Sebastian Foss-Solevaag (argento all’austriaco di riserva, Adrian Pertl, e bronzo all’altro norvegese Henrik Kristoffersen). La medaglia del gardenese, 21 anni, che avrebbe potuto addolcire il raccolto dell’oro nel parallelo di Marta Bassino e l’argento a sorpresa del 30enne Luca De Aliprandini, è l’illusione di un mattino”. Del resto se qualcuno avesse accolto l’incidente di Sofia Goggia come un cattivo presagio, oggi non starebbe a meravigliarsi, nonostante le oggettive difficoltà nel tentativo di non storcere il naso.