Rassegna: Nazionali, il sogno impossibile dell’Italia. Ad ogni modo Haaland e Solbakken prendono tempo
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Rassegna stampa di domenica 16 novembre, all’Italia resta solo la sfida di oggi con la Norvegia che ha battuto l’Estonia 4-1 ma i giochi sono già fatti, per il primo posto servirebbe una vittoria per 9-0, vale a dire fantascienza. Italia ai playoff di marzo, con semifinale e finale. Le gare di oggi: alle 15 Ungheria-Irlanda e Portogallo-Armenia, alle 18 Azerbaijan-Francia, Ucraina-Islanda, Albania-Inghilterra, Serbia-Lettonia. Alle 20:45 Israele-Moldova e Italia-Norvegia. E nella giornata di ieri le parole di Haaland e di Sobakken per la Norvegia, in conferenza stampa.
HAALAND- “Sappiamo che questa è l’ultima partita e possiamo chiudere a punteggio pieno. C’è grande spirito di squadra e vogliamo finire bene questo percorso. Sto giocando con molta fiducia, ma non spetta a me giudicare se sono o meno il miglior attaccante del mondo ma sono in un buon momento. Mi sento bene, sono molto orgoglioso di essere a questo livello. Sento la responsabilità di portare la Norvegia ai Mondiali, da quando sono nato non abbiamo mai giocato il Mondiale. Donnarumma? Insieme a Courtois è il miglior portiere del mondo. È una bella persona, ho solo belle parole per lui, è un giocatore fantastico. Sarà particolare giocare contro di lui”, ha detto il bomber vichingo che infine sul suo futuro non si è sbilanciato. “Mi piace l’Italia, ho giocato qui e non si sa mai cosa accadrà nel futuro. Ma ora non ci sto pensando. Pio Esposito? Mi dispiace ma sono onesto, non so molto di lui. Magari queste parole mi si ritorceranno contro perché ci farà tre gol, ma non lo conosco. Di sicuro però se gioca con l’Italia avrà qualità”.
E alle parole di Halaand la risposta del tecnico Solbakken
SULLA SITUAZIONE ATTUALE- “Se penso possa andare male? No. Nessuno tra me e i calciatori ha esperienza di nove gol subiti. Avremmo dato tutto per stare in questa situazione, ora dobbiamo solo finire bene. Io non faccio ancora festa, sono ancora nella mia bolla. Non abbiamo ancora pianificato la festa. Ma non sarà un allenamento, sarà una partita vera con 60mila persone sugli spalti. Loro cercheranno anche una piccola vendetta, sarà un bel test per la nostra difesa. Quando ho capito che potevamo farcela? Nella prima partita con l’Italia, avevamo già vinto due gare in trasferta e per loro era la prima gara. Quella partita ci ha dato la forza mentale per le gare successive, avevamo una forte differenza reti e quello ci ha aiutato. L’Italia per me andrà comunque ai Mondiali, hanno una squadra forte e giocano con diversi sistemi”.
