Rassegna: Serie A, vigilia del turno numero diciotto. Milan, le parole di Modric a metà della stagione rossonera
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Rassegna stampa di giovedì 1 gennaio, Serie A, prossimo turno, si parte venerdì 2 gennaio con Cagliari-Milan alle 20:45. Sabato alle 12:30 Como-Udinese, alle 15 Sassuolo-Parma e Genoa-Pisa. Alle 18 Juventus-Lecce, alle 20:45 Atalanta-Roma. Si torna in campo domenica alle 12:30 con Lazio-Napoli, alle 15 Fiorentina-Cremonese, alle 18 Verona-Torino e alle 20:45 Inter-Bologna. Un giorno di sosta e poi si torna in campo all’Epifania per il turno numero 19 che proseguirà nelle giornate di mercoledì 7 e giovedì 8 gennaio.
Milan, le parole di Modric al Corriere della sera
RIFLESSIONI- “La vita ti sorprende sempre. Succedono cose che non avresti mai creduto possibili. Ero convinto di chiudere la carriera nel Real Madrid, invece… Questo però l’ho sempre pensato: se avessi mai avuto un’altra squadra, sarebbe stata il Milan. Sono qui per vincere”.
SUL MILAN- “Al Milan si deve giocare sempre per vincere, solo per vincere. Scudetto? È possibile. Ma è lunga. Nel calcio devi pensare partita per partita. Se cominci a programmare a distanza di mesi, ti perdi. È vero. Ero milanista per via dell’eroe della mia infanzia: Zvonimir Boban, capitano della Croazia che sfiorò l’impresa al Mondiale di Francia del 1998. Per noi fu comunque qualcosa di incredibile. Un Paese piccolo, che usciva da una guerra devastante, si affacciava sul mondo. Tutti ci sentivamo molto orgogliosi. Non avevo ancora tredici anni, e mio papà mi regalò la tuta del Milan”.
IDOLI- “Boban a parte, era Francesco Totti. In Serie A avevate calciatori favolosi. Li guardavo e mi dicevo: quello è il calcio che voglio giocare”.
ALLENATORI- “Allegri ha una personalità incredibile. Somiglia un po’ ad Ancelotti: sensibile, divertente, ama fare scherzi. Ma sul campo, come tecnico, è un grandissimo. Sa di calcio come pochi. Non lo conoscevo così bene, ma sono felice che oggi sia il mio allenatore. Carlo è il numero uno. Difficile trovare parole. Per il suo modo di essere, non solo per le sue qualità in panchina. Abbiamo parlato tante volte di Milano e del Milan, quando eravamo a Madrid. Anche per lui questo posto era unico. Ricordo quando lo conobbi. Io ero solo in città. Lui mi telefonò e mi disse: «Su, vieni a cena con me». Parlammo per ore, di tutto. Di calcio, della famiglia, della vita. Di solito gli allenatori non danno confidenza ai giocatori. Lui sì”.
MOURINHO- “Speciale. Come tecnico e come persona. Fu lui a volermi al Real Madrid, senza Mourinho non sarei mai arrivato. Mi spiace averlo avuto una sola stagione. Tra questi era il più duro. L’ho visto fare piangere negli spogliatoi Cristiano Ronaldo, uno che in campo dà tutto, perché per una volta non aveva rincorso il terzino avversario. Mourinho è molto diretto con i giocatori, ma è onesto. Trattava Sergio Ramos e l’ultimo arrivato allo stesso modo: se doveva dirti una cosa, te la diceva”. Così Modric al Corriere della sera, come riportato da Sportmediaset.
