Referendum, duello a distanza in tv tra Renzi e Berlusconi

“Abbiamo subìto per troppo tempo. Ora c’è chi dice no”. Si è aperto con questo striscione il corteo per il No al Referendum partito da piazza della Repubblica a Roma. Presenti alla kermesse le varie realtà contrarie alla riforma: dagli studenti ai movimenti, fino ai no Tav.

Momenti di tensione durante la manifestazione si sono registrati nella capitale con il lancio di uova contro la sede della Banca d’Italia da parte di alcuni manifestanti. Su un muro dell’edificio è stato anche esposto uno striscione con scritto: “No al decreto Salva banche. Cacciamo il governo Renzi e Boschi”. 

 Intanto proprio il Presidente del Consiglio ha detto la sua sul Si al referendum durante il faccia a faccia a distanza con il leader di Fi Silvio Berlusconi negli studi di canale 5 durante la trasmissione Domenica Live.
“La sfida del referendum è importante per me, ma è anche importante perché rende più semplice il Paese. E’ importante perché tira via la burocrazia: tira via 315 poltrone dal Senato, elimina i rimborsi spese dei consiglieri regionali, rende più semplice governare il Paese”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi, intervenendo nel programma condotto da Barbara D’Urso “Non è importante il partito per cui si vota – ha aggiunto – ma rendere il Paese all’altezza delle sfide”.

“No a governo inciucio” – “Se vince il No questo Paese ha la stessa Costituzione di oggi cioè non funziona. E allora se vince il No “Berlusconi il tavolo lo fa con Beppe Grillo, con D’Alema e con Salvini. Perché una cosa è dire che si fa la legge elettorale insieme, altra cosa è dire che si fa un bel governo di inciucio, di grande coalizione per cambiare le poltrone ma poi niente cambia…ll 5 dicembre Italia andrà avanti insieme” ha poi concluso il premier.

Immediata la risposta del leader di Fi Silvio Berlusoni, anche lui ospite di Domenica Live. “Volevamo una riforma condivisa” – dice – ma è’ una riforma fatta su misura per Renzi che concentrerà su di sé tutti i poteri. La riforma lo renderà padrone dell’Italia e degli italiani”, ha sottolineato l’ex premier spiegando le ragioni del No. Rispondendo poi ad un’eventuale nuova discesa in campo risponde “Ho avuto un intervento chirurgico per cui è stato necessario molto tempo per riprendermi e sentivo la voglia di non impegnarmi più, ma poi è intervenuto un senso di responsabilità verso il Paese che amo e verso gli elettori che in questi venti anni mi hanno dato più di duecento milioni di voti.

E anche per responsabilità verso tanti colleghi. Questo triplice senso di responsabilità mi ha costretto a scendere in campo anche adesso per evitare che arrivi a compimento questa riforma costituzionale assurda, poi per quanto riguarda il dopo vedremo”, ha concluso Berlusconi.

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