28/01/2022

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Regionali in Catalogna: vincono gli indipendentisti ma non hanno la maggioranza

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Gli indipendentisti ce l’hanno fatta, ma non del tutto. Nelle elezioni regionali in Catalogna del 27 settembre, la lista indipendentista Junts pel Sì riesce a conquistare il 39,5% dei voti (62 seggi) e sommata all’altra lista per l’indipendenza di Cup (Candidatura d’Unitat Popular) che ha preso l’8.21% dei voti (10 seggi) fanno la maggioranza netta di seggi, ben 72 su 135, ma non assoluta dei votanti, attestandosi su un 47.8% dei voti.

La partecipazione alle urne è stata da record, con il 77% di affluenza, il 9% in più rispetto al 2012. Addirittura in alcuni collegi (Terragona) sono finite le schede e la Giunta elettorale di zona ha dovuto fare richiesta al governo di Barcellona per l’invio di 2mila schede per proseguire la votazione.

I vari partiti pro-indipendenza hanno quindi mostrato felicità e vigore per quest’ultima votazione anche se non è andata come speravano. La promessa elettorale del Cup infatti era stata: secessione solo col mandato diretto del 50%+1 degli elettori.

Ha vinto il sì e ha vinto la democrazia“, ha detto Artur Mas, presidente regionale uscente e destinato alla riconferma dopo la vittoria di queste elezioni. Ha proseguito: “non cederemo: abbiamo vinto con quasi tutto contro e questo ci dà una forza enorme e una grande legittimità per portare avanti questo progetto”. Molto più secco e diretto il candidato del Cup Antonio Baños: “Dedicato allo Stato spagnolo. Senza rancore, adios!“.

Un dato rilevante è la netta sconfitta del governo centrale di Rajoy: il Partido Popular del premier spagnolo prende solo l’8.4% e 11 voti, dietro a Junts Pel Sì, Ciudadanos, il Psc, la lista di Podemos.

Ora Artur Mas, che ha trasformato le elezioni regionali in una votazione sull’indipendenza, punta alla “disconnessione” della Catalogna dallo stato centrale di Madrid entro il 2017. Le difficoltà però sono molte: se la regione dovesse veramente staccarsi (processo che Madrid ostacolerebbe in ogni modo) il nuovo stato sarebbe automaticamente fuori dall’Ue. Dovrebbe quindi fare domanda di associazione all’Unione Europea e molti stati membri potrebbero non essere d’accordo proprio per evitare un effetto domino nei loro paesi.

Queste le percentuali complete:

JXSÌ – Junts pel Sí: 39.54% (62 seggi)

C’S – Ciutadans – Partido de la ciudadanía: 17.93% (25 seggi)

PSC – Partit dels Socialistes de Catalunya: (PSC-PSOE): 12.74% (16 seggi)

CAT-SÌ – Catalunya Sí que es Pot: 8.94% (11 seggi)

PP – Partit Popular / Partido Popular: 8.50% (11 seggi)

CUP – Candidatura d’Unitat Popular: 8.20% (10 seggi)

UNIO – Unió Democràtica de Catalunya: 2.51% (0 seggi)

PACMA – Partit Animalista Contra el Maltractament Animal: 0.73% (0 seggi)

VERDS – Recortes Cero – Els Verds: 0.35% (0 seggi)

G – Guanyem Catalunya: 0.03% (0 seggi)

PIR – Pirates de Catalunya – Per Decidir-ho Tot: 0.01% (0 seggi)

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