1 Ottobre 2020

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Riforma costituzionale: al Senato si discute dell’articolo 2

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Riprende l’esame del Ddl Boschi di riforma costituzionale. Dopo l’approvazione ieri dell’articolo 1, oggi si è passati all’articolo 2, uno dei più delicati perché riguarda l’elettività dei senatori ed è stato oggetto di lunghe discussioni interne al Pd.

Anche oggi la maggioranza ha tenuto: con 176 no, 120 sì e 4 astenuti è stato respinto nell’Aula del Senato l’emendamento soppressivo dell’articolo 2 (sulla composizione ed elezione del Senato) del ddl Boschi: l’emendamento avrebbe annullato l’intera riforma. Firmato da Andrea Marcucci (Pd) era stato ritirato e fatto proprio dal M5S.

Di tutti gli emendamenti presentati all’art.2, il ministro per le Riforme Boschi ha espresso parere favorevole del governo solo ed esclusivamente a quello che ha come prima firma Anna Finocchiaro e che che recepisce l’intesa della maggioranza sulle modalità di elezione del nuovo Senato. Su tutti gli altri il parere è negativo.

“Continuo a essere imparziale e arbitro”: il presidente del Senato, Pietro Grasso, ha replicato così al senatore M5s Alberto Airola che lo aveva accusato di non essere imparziale. Ma il Movimento 5 stelle è tornato all’attacco: stavolta è Nicola Morra ad accusare la seconda carica dello stato di aver “piegato la Costituzione a uso e consumo della maggioranza”.

Mentre proseguono i lavori in Aula, arriva l’annuncio da parte del senatore dei conservatori e riformisti, Francesco Bruni, dell’intenzione di ricorrere alla Corte costituzionale, in caso di approvazione del ddl Boschi: “Avremmo preferito abolire articolo 2, non condividevamo fin dall’inizio l’idea di eliminare l’elettività diretta del Senato. In caso di approvazione ricorreremo alla Corte costituzionale. In quanto la cancellazione del suffragio universale viola palesemente l’articolo 1 della Costituzione”, ha detto.

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