Riforma del senato: è bagarre tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani

I due schieramenti sono molto chiari e non sembrano arretrare di un passo: da una parte la minoranza Dem capitanata dall’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, dall’altra il premier Matteo Renzi. Il tema è la riforma del Senato. Il premier ieri sera, a Porta a Porta, ha lanciato la prima stoccata sul tema dell’eleggibilità dei senatori: “Pronto a una intesa sulle riforme, ma nessuno pensi di ripartire da capo“.

Dopo poche ore arriva la replica, approfondita, di Bersani che ai microfoni di radio Anch’io ha detto: “Non si tocca l’articolo 2 della riforma (non eleggibilità dei futuri senatori)? Renzi ha ragione a chiedere che non si apra un vaso di Pandora, ma poi c’è il libero convincimento”. E parlando di voto unito del Pd afferma “Non pretendo di dettare il compito e questa è la mia opinione”, ma sulla riforma «c’è il libero convincimento di senatori che, davanti a temi costituzionali, non possono essere richiamati a una generica disciplina di partito. Nessun partito nella storia di Italia ha mai richiamato alla disciplina davanti alla Costituzione.”

L’ex segretario Pd rassicura comunque che non vuole creare spaccature sul voto della legge costituzionale “io sono per il sì, non per il no” ha affermato. “Ma qui non è in gioco il superamento del bicameralismo perfetto, il doppio voto di fiducia, ecc.. Tutti vogliono la riforma e intendono portarla in porto, qui è in gioco se, dopo la legge elettorale, noi possiamo avere un Parlamento dove la grandissima parte dei membri viene scelta a tavolino” ha sottolineato.

Nel pomeriggio è prevista la discussione in commissione Affari Costituzionali dove potrebbero chiarirsi alcune posizioni, mentre per questa sera alle 20, è in programma la riunione del premier con i senatori Pd, decisiva per le sorti della legge.

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