Riforma del Senato: passa anche l’articolo 21

La maggioranza vacilla ma riesce a trovare l’accordo al suo interno su due ‘nodi’ della riforma Boschi: l’articolo 21 sull’elezione del presidente della Repubblica, e il 39, la norma transitoria per l’elezione del Senato. E sull’articolo 17 ottiene i voti di Forza Italia, che entra in collisione con gli altri partiti di opposizione facendo naufragare di fatto il progetto comune di inviare tutti insieme una lettera-appello al presidente Sergio Mattarella.

Via libera dunque dell’Aula del Senato all’articolo 21 del ddl riforme. Il sottosegretario alle Riforme, Luciano Pizzetti, ha chiarito che l’intesa nel Pd prevedeva che sia la minoranza che maggioranza democratica ritirassero tutti gli emendamenti all’articolo 21. Il governo ha poi accettato che il quorum per eleggere il capo dello stato dal settimo scrutinio, sarà pari ai tre quinti dei votanti, ossia esattamente come nella versione uscita dalla Camera. I senatori della Lega sono usciti dall’aula prima della votazione mentre il M5s si è astenuto pur rimanendo in aula.

Quanto alla norma transitoria, verrà presentato un emendamento del governo per accorciare i tempi di entrata in vigore della nuova legge elettorale per il Senato rendendo obbligatorio, per le Regioni, l’ adeguarsi ad essa.

Questa mattina Forza Italia, Lega Nord, Movimento 5 Stelle e fittiani avevano manifestato l’intenzione di scrivere una lettera comune al presidente della Repubblica Mattarella richiedendo il suo intervento. Ma poi la scelta di FI di votare in favore di un emendamento all’articolo 17 ha indispettito le altre forze di opposizione spaccando cosi il fronte unitario.

In serata Paolo Romani (Forza Italia), ha annunciato di aver inviato la lettera a Mattarella: non ne ha spiegato i contenuti per garbo istituzionale, ma si tratta in sostanza di una relazione sull’andamento dei lavori sulle riforme costituzionali.

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