Riforma della scuola: domani professori e studenti in piazza per protesta

Tutti uniti domani contro la riforma sulla “buona scuola” di Renzi: Flc Cgil, Cisl e Uil scuola, Snals, Gilda e Cobas (il primo sciopero unitario dopo 7 anni), scenderanno in piazza per protesta. Le città interessate saranno sette: Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma. Il premier Matteo Renzi ha rispondo allo sciopero sottolineando che è difficile comprendere una protesta contro un piano da 100mila assunzioni in un colpo solo, a settembre.

“Scioperiamo  –  spiega Francesco Scrima, della Cisl scuola  –  per ottenere una sostanziale riscrittura del disegno di legge su La Buona Scuola che, se approvato come proposto dal governo, ci porterebbe verso una scuola terra di conflittualità interna ed esterna”. 

Uno dei motivi più importanti della protesta è quello relativo al ruolo del dirigente scolastico, ribattezzato dai manifestanti “preside-sceriffo”. Secondo gli organizzatori, accentuare enormemente i poteri del preside, compreso quello di poter scegliere o meno i professori della propria scuola, è incostituzionale in quanto, l’articolo 97 cost., recita che “agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso” e che “i pubblici uffici sono organizzati [..] in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”. Si domandano, quindi, cosa succederebbe se ci fosse una classificazione in professori di serie A e una di serie B, con i primi che riceverebbero molte proposte di lavoro e i secondi senza alcuna, dove andrebbero gli insegnanti “declassati”?

Altro nodo cruciale è quello legato alle oltre 100mila assunzioni annunciate. Secondo Massimo Di Menna, della Uil scuola “Nelle promesse dovrebbero cancellare il precariato della scuola, ma la proposta governativa non dà le risposte attese sul precariato. Ci sono insegnanti precari che hanno superato prove e corsi a pagamento per l’abilitazione e che insegnano da anni, per i quali è previsto il licenziamento”

La bocciatura allo sciopero arriva anche da parte del ministro Giannini che afferma: “I punti su cui si sciopera mi lasciano perplessa, forse la Camusso non ha letto il ddl”

In ogni caso Domenico Pantaleo, segretario della Flc Cgil, tira dritto ed annuncia “Il governo e il Parlamento sappiano che non ci fermeremo e non basteranno piccoli e insignificanti modifiche al disegno di legge”

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