I rifugiati trainano i tedeschi

Berlino – La spesa per l’accoglienza degli stranieri in Germania spinge la crescita. L’Istituto federale di statistica ha comunicato i dati del prodotto interno lordo nel 2016: +1,9% rispetto all’anno precedente. L’ottimo risultato, legato all’andamento della domanda interna, è dovuto – principalmente – agli investimenti del settore pubblico nella gestione dei rifugiati, +4,2%. Seguono i consumi delle famiglie (+2%) e il settore delle costruzioni con un +3,1%. La dinamicità del mercato del lavoro fa la sua parte, con la disoccupazione ai minimi storici: quasi la metà della media europea che è al 9%. Su una popolazione di 80 milioni: 43,5 milioni di tedeschi hanno un lavoro. Per il quarto governo guidato dalla cancelliera Angela Merkel: nessun deficit di bilancio, ma un surplus dello 0,6%.

La Valletta – La questione migranti è sempre al centro dell’agenda politica in Europa. Il presidente di turno del Consiglio dei ministri UE, il maltese Joseph Muscat, rilancia sull’intesa siglata dall’Italia con la Libia per il contenimento dei flussi. “Credo che l’accordo preparato dal governo libico e quello italiano debba essere portato a livello europeo”, ha detto alla stampa. Seguendo l’esempio di quello sottoscritto con la Turchia per la crisi dei rifugiati siriani, l’Europa dovrà finanziare anche la Libia ed aiutarla logisticamente. In primavera riprenderà l’emergenza nel mediterraneo e l’Unione dovrà essere pronta. “Dobbiamo rompere il business dei trafficanti”, ha poi aggiunto il premier maltese.  

Varsavia – L’Unione europea segue con molta attenzione le contestazioni contro la svolta antidemocratica del governo polacco. È di queste ore, a quanto riferisce l’agenzia Askanews, la sospensione dell’occupazione del Parlamento da parte dei partiti d’opposizione. Sembra che si sia raggiunto un accordo sulla soppressione delle restrizioni alla stampa parlamentare. Le proteste sono in atto da più di un mese. L’esecutivo di Varsavia è accusato di voler limitare le garanzie dello stato di diritto. Sotto osservazione la riforma della Costituzione e del sistema dell’informazione pubblica. Fonti ufficiali non escludono sanzioni da parte dell’Europa.  

Gr Europa

 

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