22/05/2022

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Roberta Metsola è la nuova presidente dell’Europarlamento: “Onorerò la memoria di Sassoli”

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Roberta Metsola è la nuova presidente del Parlamento europeo. Con i suoi 43 anni diventa la più giovane nella storia a ricoprire questa carica. E terza donna a diventare presidente, dopo Simone Veil e Nicole Fontaine. L’eurodeputata maltese e membro del Ppe è stata eletta al primo turno con 458 voti a favore, una maggioranza schiacciante ottenuta con il sostegno della coalizione formata da liberali, popolari e socialisti-democratici. Seicentonovanta il numero dei votanti: 617 i voti espressi e 74 le schede bianche. Le altre candidate rimaste in corsa erano la svedese Alice Kuhnke dei Verdi che ha ottenuto 101 voti e la spagnola Sira Rego de La Sinistra: per lei 57 voti.

Metsola succede a David Sassoli, scomparso appena una settimana fa. Ed è proprio a lui che va il pensiero della neo eletta. “Una settimana fa abbiamo perso un grande uomo – ha detto Metsola aprendo il suo discorso di insediamento – Un fautore dell’Europa che metteva la dignità delle persone prima di ogni cosa. Il giornalista gentile diventato politico che, in modo calmo e risoluto, cercava di mostrare la solidarietà e il servizio a un mondo malato. David voleva mettere tutti attorno allo stesso tavolo e con quell’impegno di fronte alle forze costruttive dell’Europa che io intendo realizzare questo mandato se mi darete la fiducia per essere vostro presidente”. Quindi la promessa: “Onorerò la sua memoria battendomi per l’Europa. Dobbiamo combattere la narrativa anti-europeista e i nazionalismi: sono illusioni false che non offrono soluzioni”.

Attiva in politica fin da giovane Roberta Metsola si è anche distinta in temi delicati e sui diritti civili, lavorando su una serie di questioni, dalla migrazione alla corruzione ai diritti Lgbtiq. Tuttavia le sono state rivolte numerose critiche per le sue posizioni antiabortiste e fortemente conservatrici: Malta è l’unico Paese dell’Unione dove l’aborto è ancora illegale. E solo nel 2015 la neo presidente dell’Europarlamento aveva rivendicato la decisione del governo maltese sottolineando come ’accesso all’interruzione di gravidanza non fosse materia da includere nella parità di genere.