25 Settembre 2020

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Russia: centinaia di arresti a cortei anti-Putin, fermato anche il blogger Navalny

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Oltre 750 arresti sono stati effettuati a Mosca nel corso della manifestazione anti-Putin, nel centro della città. Secondo quanto riferisce il sito indipendente Meduza invece a San Pietroburgo le persone in stato di detenzione sarebbero 900.

Poliziotti in tenuta antisommossa sono intervenuti nel centro di piazza Pushkin a Mosca, effettuando una serie di arresti sistematici, con i manifestanti che gridavano loro “vergogna!”. Altri cantano l’inno nazionale e urlano “La Russia sarà libera!”.

Secondo una fonte dei servizi di emergenza, un’attivista “ha spruzzato gas al peperoncino in faccia a un poliziotto”. “Alcuni individui – ha confermato la polizia – hanno usato gas irritante e stiamo prendendo misure per identificare i responsabili”.

Tra i fermati spiccano personalità come Ilya Yashin, uno degli oppositori più famosi, Roman Rubanov, il direttore del fondo anticorruzione organizzatore della manifestazione e il blogger Alexei Navalny.

Quest’ultimo, leader d’opposizione russa, è stato fermato sotto casa dalla polizia prima della manifestazione non autorizzata che ha organizzato per oggi nel centro di Mosca. Ad annunciarlo la moglie su Twitter: “Ciao, sono Yulia Navalnaya… Alexei è stato fermato nell’androne del palazzo. Ha chiesto di comunicarvi che i nostri progetti non sono cambiati: Tverskaya” ha scritto la donna, indicando il nome della via dove è in programma la manifestazione, sull’account Twitter ufficiale dell’oppositore.

Navalni è accusato di “ripetuta violazione delle norme sull’organizzazione delle manifestazioni” e di “resistenza a un ordine di un funzionario di polizia”. Lo riporta Interfax che cita la polizia stessa. Sono reati di carattere amministrativo e ora un tribunale dovrà decidere se convalidare il fermo. Navalni a quanto pare rischia ora “30 giorni di arresto amministrativo”.

Proteste anti-corruzione si sono svolte in diverse città russe: La gente è scesa in piazza nella regione degli Altai, in Tatarstan, in Siberia e nel Lontano Oriente. A Khabarovsk la dimostrazione, autorizzata, si è svolta senza incidenti. A Yuzhno-Sakhalin c’è stato un picchetto e anche qui senza disordini. A Blagoveshchensk, invece, la polizia ha arrestato un manifestante che aveva uno striscione con scritto “Russia senza corruzione”; altri partecipanti gridavano “vergogna” mentre le forze dell’ordine lo portavano via. Sono informazioni che ha riportato Leonid Volkov, braccio destro di Navalny, durante la diretta video trasmetta sul canale Youtbe “Navalny live”. A Novosibirsk, la polizia ha arrestato un attivista, come pure ad Abakan. A Vladivostok si è manifestato nello stesso luogo in cui i cosacchi avevano organizzato un evento per il Giorno della Russia, che si celebra oggi. L’opposizione ha riferito dell’uso della violenza da parte dei cosacchi, “visibilmente ubriachi”, e che hanno cercato di rompere l’apparecchiatura di un giornalista.