1 Ottobre 2020

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Scostamento di bilancio da 25 miliardi: arriva il via libera del Cdm

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Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo scostamento di bilancio pari a 25 miliardi. L’extra deficit sarà votato in Parlamento il prossimo 29 luglio.

Con la Relazione che sarà inviata alle Camere, sentita la Commissione europea, il governo chiederà l’autorizzazione per un ulteriore ricorso all’indebitamento di 25 miliardi di euro per l’anno 2020, 6,1 miliardi nel 2021, 1 miliardo nel 2022, 6,2 miliardi di euro nel 2023, 5 miliardi di euro nel 2024, 3,3 miliardi nel 2025, e 1,7 miliardi dal 2026. Un nuovo sforamento per l’anno in corso, superiore dunque ai 20 miliardi preventivati, ma deciso sulla scia dell’esito positivo del negoziato europeo sul Recovery fund che ha portato in dote circa 209 miliardi all’Italia. La decisione di aumentare l’indebitamento, è stata presa nel corso del vertice dei capi delegazione e dei responsabili economici con il premier Giuseppe Conte e il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, che ha preceduto il Cdm del 22 luglio.

Buona parte dei fondi sarà destinato alla Cig Covid, agli enti locali e agli incentivi alle imprese per le assunzioni. Nel corso del Cdm non è stata formalizzata, diversamente da quanto previsto, la proroga dello stato di emergenza.

Oltre alla proroga della Cig Covid (si parla di altre 18 settimane, legate però ai cali di fatturato delle imprese) l’esecutivo, come ha confermato Gualtieri, pensa a introdurre subito anche meccanismi di incentivo alle nuove assunzioni, probabilmente sotto forma di decontribuzione. Allo stesso tempo, ha spiegato il vice di Gualtieri, Antonio Misiani, si sta pensando anche a “incentivi alle imprese che riportano al lavoro i dipendenti in cassa integrazione perché la via maestra non può essere la cassa all’infinito”.

Nel pacchetto lavoro dovrebbe trovare spazio anche la proroga dello stop ai licenziamenti (fino a fine anno), delle indennità di disoccupazione e dello smart working anche nel privato fino alla fine dell’anno. Nuove risorse previste per Comuni (2 miliardi), Regioni (2,8 miliardi) e per le scuole, per la ripartenza di settembre.

Tra le novità dell’ultima ora, ci sarebbe la volontà di alleggerire il peso delle tasse di marzo, aprile, maggio, già rinviate a settembre. Si tratta di circa 13 miliardi di imposte che saranno “ridotte significativamente”. Si pensa ad almeno 4 miliardi da cancellare del tutto, come ulteriore agevolazione per le imprese in difficoltà, mentre il pagamento del saldo dovrebbe prevedere anche un allungamento delle rate.

L’esecutivo inoltre, “conferma l’obiettivo di ricondurre verso la media dell’area euro il rapporto debito/PIL nel prossimo decennio, attraverso una strategia che, oltre al conseguimento di un adeguato surplus primario, si baserà sul rilancio degli investimenti, pubblici e privati”.

Tuttavia la nuova richiesta di scostamento porterà il deficit 2020 all’11,9%, dall’attuale previsione del 10,4%, mentre il debito salirà al 157,6% dall’attuale previsione di 155,7%. Si tratterebbe, quindi, di una richiesta di extradeficit per circa l’1,5% del Pil.

La proroga dello stato di emergenza, non è stata formalizzata nel Consiglio dei ministri. Almeno a quanto si apprende da fonti di maggioranza. Sul 31 ottobre, data ultima per prorogare l’emergenza per la crisi Covid, c’è un sostanziale accordo. Resta da capire quale sarà lo strumento con cui dovranno essere prorogati i Dpcm emanati durante lo stato di emergenza al 31 luglio ed è probabile che, prima della delibera, il premier Giuseppe Conte intenda fare un passaggio in Parlamento, come peraltro aveva anticipato lo scorso 10 luglio.