11/04/2021

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Siria, attacco aereo Usa contro miliziani filo Iran

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Il primo attacco aereo dell’era Biden. Nella notte, gli Stati Uniti hanno bombardato la Siria prendendo di mira infrastrutture delle milizie appoggiate dall’Iran. Dopo tre separati attacchi missilistici contro le forze americane in Iraq, lo strike ordinato dal presidente Usa era volto a danneggiare la capacità della milizia di condurre altri attacchi in futuro, riferiscono i media Usa citando fonti del Pentagono. Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti dell’uomo almeno 22 combattenti sono stati uccisi.

“Gli attacchi hanno distrutto tre camion di munizioni in movimento dall’Iraq attraverso un’area nei pressi del valico di al-Qaim, nella provincia siriana di Deir Ezzor, ci sono molti morti. Secondo un primo bilancio sono rimasti uccisi almeno 22 combattenti appartenenti ai gruppi Kaitaib Hezbollah e Hashd al-Shaabi“, ha detto il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahmane.

Secondo il portavoce del Pentagono John Kirby l’attacco “manda un messaggio inequivocabile. Il presidente Joe Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione. Allo stesso tempo abbiamo agito in modo deliberato per la de-escalation della situazione complessiva sia nella Siria orientale che in Iraq”. Il blitz infatti appare una risposta ai recenti attacchi contro le forze Usa in Iraq, iniziati il 15 febbraio e proseguiti nei giorni scorsi, e attribuiti a milizie alleate di Teheran. Ma la mossa sembra essere circoscritta, per ridurre il rischio di una escalation.