Smartphone meglio di cellulari classici e televisori

Secondo i dati contenuti nel nuovo report Ericsson Mobility Report, entro il 2016 ci saranno in circolazione più smartphone che telefonini tradizionali. La previsione è che entro il 2021, il numero di schede sim associate agli smarphone raddoppierà, passando da 3,4 a 6,3 miliardi.

Prima ancora del 2021, però, i cellulari intelligenti verranno saranno a loro volta superati dall’Internet delle cose, cioè gli oggetti connessi alla rete come elettrodomestici ed automobili. Gli analisti prevedono infatti che entro il 2018 nel mondo ci saranno più dispositivi connessi ad internet che telefonini.

Forse però, la notizia più importante di questo report è che in tutto il mondo, gli adolescenti usano più lo smartphone, piuttosto che il televisore, come schermo tramite cui guardare contenuti video, anche quelli trasmessi dai canali televisivi, mentre sono a casa.

È la conferma delle abitudini di una generazione nata e cresciuta con la possibilità di vedere filmati sul proprio smartphone.

Stando all’indagine, condotta su un campione di 9mila persone in Europa, Asia e America, nel periodo tra il 2011 ed il 2015 i giovani tra i 16 e i 19 anni hanno tagliato della metà le ore trascorse davanti alla TV (da dieci a cinque settimanali), raddoppiando quelle davanti allo smartphone (poco più di cinque).

In crescita anche il tempo dedicato alla visione di contenuti video davanti al PC (5 ore la settimana) e da tablet (circa 3 ore). La connessione primaria è tramite wi-fi, ma complici le reti mobili sempre più potenti, il traffico dati per guardare video è aumento del 127% in 15 mesi.  Un rapporto così simbiotico che sottolinea sempre di più l’importanza dello smartphone nello stile di vita di oggi.

In effetti, i numeri supportano tali abitudini: la penetrazione dei telefoni connessi ha raggiunto il 90% in Nord America, Europa occidentale, Giappone e nei Paesi tecnologicamente più avanzati dell’Asia-Pacifico. I mercati a cui si rivolgono i produttori sono Cina e India, ritenuta avere il maggiore potenziale di crescita.

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