Spending e riforme: i dubbi dell’Unione Europea sull’Italia

La Commissione europea ha puntato il dito sulla spending review presentata dal governo italiano all’interno della Legge di Stabilità  sottolineando l’ambizione del nostro programma di riforma ma mettendo in dubbio  il raggiungimento dei  nostri risultati.  Molte misure che  possono rappresentante un cambio di rotta aspettano, infatti,  di essere pienamente adottate.  

A fine anno, o al massimo all’inizio del 2015, la Commissione preparerà il rapporto finale sulla base del quale deciderà se proporre o meno la prosecuzione della procedura per squilibri macro-economici eccessivi. La Ue mette anche in guardia da “colli di bottiglia istituzionali e da barriere nell’attuazione” delle riforme, che rimanderebbero i benefici. 

Intanto continua il percorso parlamentare del testo di legge: la commissione Bilancio della Camera, presieduta da Francesco Boccia, ha dichiarato inammissibili 1.600 dei 3.700 emendamenti presentati dai parlamentari. Saltato anche il Tfr a tassazione separata. 

Bene,invece, per il Jobs act: La proposta di un nuovo contratto permanente per i nuovi entranti con tutele crescenti potrebbe migliorare le prospettive del mercato del lavoro per i giovani. Resta il dubbio su quanto comporterà uno spazio ridotto per il reinserimento dei licenziati “giudicati ingiusti”. 

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