Stop e divieti: un’estate ad ostacoli per il turismo in Italia
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Un’estate italiana ad ostacoli tra divieti più o meno giustificati. Si parte da Venezia dove lo stop alle navi da crociera è stato sicuramente un provvedimento volto alla salvaguardia della laguna e dei suoi beni monumentali. Nella stessa direzione va la prenotazione per accedere in città ed evitare così l’overbooking e procedere invece a passo spedito verso l’adozione del numero chiuso. Meno giustificato sembra invece il divieto di mangiare seduti sulle scale o di dar da mangiare ai piccioni, dicendo addio all’iconica immagine dei turisti che ‘socializzano’ da anni con i volatili in Piazza San Marco.
In Liguria tra Albissola e Bergeggi, in mare non si vogliono gommoni e gonfiabili. All’isola del Giglio si potrà arrivare in auto solo se si soggiorna per più di 4 giorni. In Sardegna, invece, proseguirà l’esperimento delle spiagge a numero chiuso. A Sorrento non si potrà più girare in centro a torso nudo o in costume da bagno e per accedere alle spiagge bisogna prenotare il proprio ingresso tramite un’app.
In Calabria, il sindaco di Praia a Mare Antonino De Lorenzo è stato insultato con delle scritte comparse in località Fiuzzi dopo aver imposto il divieto di utilizzare ombrelloni, sedie, lettini e gonfiabili sulle spiagge di Punta Fiuzzi, lingua di arenile antistante l’Isola Dino, una meraviglia naturale ancora in attesa di una bonifica dai resti di quello che fu un inizio di complesso turistico, poi abbandonato a sé stesso.
