1 Ottobre 2020

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Strage di via D’Amelio, 28 anni dopo: il ricordo del presidente Mattarella

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Il 19 luglio del 1992 una terribile esplosione in via D’Amelio a Palermo spezzava la vita di Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua scorta, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Sono passati 28 anni tra processi, depistaggi e inchieste che non hanno però fatto ancora piena luce su tutti i livelli di coinvolgimento nella strage.

E anche quest’anno – nonostante le restrizioni imposte dalla pandemia – Palermo ricorda il 28esimo anniversario della strage di Via D’Amelio. Tra manifestazioni nei luoghi simbolo dell’attentato, e dirette streaming le istituzioni, le associazioni, il mondo della scuola e quello della politica, hanno commemorato il giudice assassinato dalla mafia e i poliziotti morti insieme a lui.

Puntuale il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in ricordo della “limpida figura del giudice Borsellino – che affermava, che chi muore per la legalità, la giustizia, la liberazione dal giogo della criminalità, non muore invano – continuerà a indicare ai magistrati, ai cittadini, ai giovani la via del coraggio, dell’intransigenza morale, della fedeltà autentica ai valori della Repubblica” così il capo dello stato che rinnova vicinanza e partecipazione al lutto inestinguibile delle famiglie di tutte le vittime della strage.

“A distanza di tanti anni – scrive il presidente Sergio Mattarella – non si attenuano il dolore, lo sdegno e l’angoscia per quell’efferato attentato contro un magistrato simbolo dell’impegno contro la mafia, che condivise con l’amico inseparabile Giovanni Falcone ideali, obiettivi e metodi investigativi di grande successo”.

“Borsellino rappresentava, con la sua personalità e i suoi comportamenti, tutto ciò che la mafia e i suoi accoliti detestano e temono di più: coraggio, determinazione, incorruttibilità, senso dello Stato, conoscenza dei fenomeni criminali, competenza professionale. Accrescevano la sua fama di magistrato esemplare la semplicità e la capacità di fare squadra, lontano da personalismi e desideri di protagonismo. Vi si aggiungeva la ferma volontà di andare avanti, di non arrendersi anche di fronte a rischi, ad attacchi, a incomprensioni e ostilità. Sono particolarmente vicino – conclude il capo dello Stato – ai figli di Paolo Borsellino in questa triste ricorrenza. Come sperimentano quotidianamente, nulla può colmare una perdita così grave”.