11/04/2021

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Su come spendere i soldi in arrivo in Italia dal Recovery Plan, scoppia il caso McKinsey

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Su come spendere i soldi in arrivo in Italia dal Recovery Plan scoppia il caso McKinsey. il premier Mario Draghi, visti i tempi strettissimi per presentare i progetti, ha arruolato il gigante mondiale della consulenza per coadiuvare il governo nelle scelte ‘giuste’ per far ripartire l’economia

Quanto sarà pagata la consulenza di McKinsey? Secondo quanto rivelano oggi alcuni organi di stampa, la società fornirà analisi dei dati e dell’impatto dei singoli progetti selezionati dal Tesoro. In cambio, la società avrà per il momento un “rimborso spese” e successivamente otterrebbe i ritorni a operazione conclusa, quando si dovranno avviare tutti i progetti inseriti nel Recovery Plan, ossia dopo l’approvazione.

La McKinsey, con sede a Chicago, non sarebbe nuova ad incarichi di questo genere: anche l’allora premier britannico Tony Blair si avvalse delle valutazioni della multinazionale, per la ristrutturazione dell’Ufficio di gabinetto, diventando oggetto di molte critiche, in primis da parte del Financial Times.

Come in Gran Bretagna, a parecchi anche in Italia, la notizia che il governo Draghi si avvarrà del suo supporto, non è andata giù. Al punto che il Tesoro è intervenuto con una nota in cui ha chiarito che la governance dei 209 miliardi che andranno spesi nei prossimi anni resta al Mef.

Inoltre, fa sapere il Ministero guidato da Daniele Franco, la società “non è coinvolta nella definizione dei progetti del PNRR. Gli aspetti decisionali, di valutazione e definizione dei diversi progetti di investimento e di riforma inseriti nel Recovery Plan italiano restano unicamente in mano alle pubbliche amministrazioni coinvolte e competenti per materia”. Il contratto con la società inoltre “ha un valore di 25mila euro +IVA ed è stato affidato ai sensi dell’art. 36, comma 2, del Codice degli Appalti, ovvero dei cosiddetti contratti diretti sotto soglia”.

Le critiche sono arrivate rapide e puntuali. Per Stefano Fassina di Leu, “così proprio non va. Così, si umiliano le competenze delle pubbliche amministrazioni e si allontana l’accountability politica. Il Parlamento deve intervenire”.

Nicola Fratoianni di Sinistra italiana rincara la dose: “Con quale mandato? Sulla base di quale decisione? Visto che il precedente governo è stato ‘lapidato’ sulla governance che espropriava il Parlamento, la cosa sarebbe piuttosto grave. Oltre che grottesca”.

Ci va giù duro anche l’ex ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia : “Con tutto il rispetto per McKinsey, se le notizie uscite oggi fossero vere, sarebbe abbastanza grave”.

Sulla stessa linea l’ex Ministro del Sud Giuseppe Provenzano: che invita a “richiamare i migliori ‘talenti’ nello Stato, magari tra i giovani, non delegare a privati esterni funzioni fondamentali. C’è una norma, si attui”.

Il co-presidente del gruppo europeo ECR-Fratelli d’Italia Raffaele Fitto avanza una proposta provocatoria: “Il Governo attualmente spende l’incredibile cifra di 155 milioni di euro per le strutture di valutazione, verifica e attuazione delle politiche nazionali e comunitarie e oggi per riscrivere il Recovery si affida a una consulenza esterna della McKinsey. Se le strutture attualmente deputate a questo non sono utili il governo le chiuda e inizi a destinare quelle risorse per i ristori”.

Gli industriali vanno invece controcorrente. “La consulenza di management è un settore di eccellenza che in momenti delicati come quelli che stiamo vivendo può apportare un contributo quanto mai indispensabile. In questo senso l’apprendere che i colleghi di McKinsey siano stati ingaggiati per collaborare alla stesura del nuovo Pnrr non può che farci piacere”, fa notare Marco Valerio Morelli, presidente di Assoconsult, l’associazione di Confindustria che rappresenta le società di Consulenza in Italia.