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Tempi di pagamento della Pa alle imprese tornano ad essere i più lunghi a le imprese “perdono” 30 miliardi di euro 

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Secondo quanto segnala la Cgia i tempi di pagamento della Pubblica amministrazione che “privano” le imprese di 30 miliardi di euro tornano ad aumetare. L’associazione precisa che nel 2018 la media è salita a 104 giorni. Nel 2017 il compenso veniva corrisposto dopo 95 giorni dall’emissione della fattura, contro i 30 stabiliti dalla normativa europea (che possono salire a 60 per alcune forniture). Nessun’altra P.a. nell’Ue salda i debiti commerciali in tempi così lunghi. In Spagna e in Francia, ad esempio ci vogliono rispettivamente 56 e 55 giorni per liquidare i fornitori. In Germania, invece, il dato è salito a 33 giorni, mentre in Gran Bretagna si è attestato a 26.

“Gli enti pubblici – osserva Paolo Zabeo, della Cgia – continuano a liquidare i propri fornitori con ritardi inammissibili, mettendo in seria difficoltà specie le imprese di piccola dimensione che, da sempre, sono sottocapitalizzate e a corto di liquidità. E sebbene da almeno tre anni chi lavora per il pubblico abbia l’obbligo di emettere la fattura elettronica, ancora adesso il sistema informatico messo a punto dal ministero dell’Economia non è in grado di stabilire a quanto ammonti complessivamente il debito commerciale della nostra P.a. Una situazione surreale”.

A dicembre 2017 la Commissione europea ha deferito l’Italia alla Corte di Giustizia Ue per il mancato rispetto delle disposizioni europee contro i ritardi di pagamento. Dagli ultimi dati della Banca d’Italia sul 2017, lo stock di debiti commerciali in capo alla Pubblica amministrazione italiana sarebbe sceso da 64 a 57 miliardi di euro. E in attesa che il Tesoro riesca a dimensionarli con esattezza, si stima, al netto della quota riconducibile ai ritardi fisiologici (ovvero entro i 30/60 giorni), che le imprese fornitrici vanterebbero circa 30 miliardi di crediti dalla P.a.

 

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