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Tensione tra Stati uniti e Venezuela. Maduro sollecita assistenza militare

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Sale alle stelle la tensione nel Mar dei Caraibi. Oggi il The Wall Street Journal, citando funzionari statunitensi, aveva diffuso la notizia che l’amministrazione Trump aveva identificato alcuni obiettivi da colpire in Venezuela. Si sarebbe trattato di strutture militari che si sospetta vengano utilizzate per il traffico di droga, ma anche porti e aeroporti attualmente controllati dall’esercito.

Le stesse fonti avevano comunque precisato che una decisione definitiva non era ancora stata presa. Il tycoon ha detto di non prendere in considerazione attacchi all’interno del Venezuela, smentendo così le indiscrezioni del Wall Street Journal. Il presidente venezuelano Maduro ha comunque sollecitato assistenza militare e attrezzature per rafforzare le difese del Paese.

Se si fosse deciso di portare a termine gli attacchi aerei sul territorio venezuelano, il messaggio di Trump sarebbe stato chiaro: per Maduro è tempo di ritirarsi. L’operazione avrebbe rappresentato una significativa escalation della campagna già intrapresa da Washington, finora limitata a operazioni contro imbarcazioni sospettate di trasportare droga. Il Venezuela resta una delle più importanti rotte di transito per la cocaina in arrivo dalla Colombia, con diversi alti funzionari civili e militari che sono stati accusati dai procuratori statunitensi di contrabbando di droga.

Trump sostiene però che dal Venezuela parta anche il fentanyl, oppioide sintetico molto pericoloso e molto diffuso negli Usa. Tuttavia, osservano esperti citati da The Wall Street Journal, il fentanyl viene in realtà prodotto in Messico con precursori chimici provenienti dalla Cina, e non vi sono prove che Caracas sia coinvolta nella produzione o nel traffico di questa specifica sostanza. Maduro respinge categoricamente le accuse di essere complice dei traffici di stupefacenti.

Intanto Maduro ha intanto scritto una lettera al presidente russo Putin chiedendogli un aiuto contro i raid nei Caraibi da parte degli Stati Uniti. Lo riferiscono al Washington Post fonti di Caracas, secondo le quali il presidente venezuelano avrebbe contattato anche la Cina e l’Iran sollecitando assistenza militare e attrezzature per rafforzare le difese del Paese.

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