10/04/2021

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Tra Nord e Sud si riduce il divario economico, ma non è una ‘good news’. Prezzi in aumento

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Tra Nord e Sud si riduce il divario economico, ma non è una ‘good news’ I dati sull’inflazione dicono che la diminuzione della forbice indica un’impennata dei prezzi nel Mezzogiorno. Lo dimostrano le cifre elaborate dall’Unione nazionale consumatori sulla base delle ultime rilevazioni Istat. La città in cui si registra l’aumento maggiore per il costo della spesa alimentare, è Caltanissetta: +4,2%.

A Cosenza  va il primato ‘negativo’, del maggior rincaro per le visite mediche, a Messina quella per l’assistenza sociale. Schizzano le tariffe amministrative a Palermo (+18%). Il caro-rette per scuola dell’infanzia e primaria segna l’incremento maggiore a Forli-Cesena (+6,3%). In generale l’emergenza Covid e i lockdown hanno portato buona parte d’Italia in deflazione, una realtà per 42 città su 68.

In questa classifica emerge che il malato della nostra economia è il turismo. Non solo Venezia, con prezzi in picchiata del 10%, ma anche la Sicilia con Trapani, e poi Firenze, dove la flessione è del 7,6% a causa della scomparsa di visitatori stranieri da ormai quasi un anno.

A Venezia è crollato il costo di una notte in hotel (-22,2%), a Livorno si è ridotto quello per l’assistenza sociale, a Genova si spende meno per acqua e rifiuti. Parma, tra le capitali del cibo italiano, è invece l’unica città dove la spesa alimentare è addirittura calata.

Anche i ristoranti hanno lievemente aumentato i prezzi. In media nazionale, infatti, in agosto salgono del 2,1% su base annua e non si registrano disparità così evidenti sul territorio nazionale. Solo 3 città (cfr tabella n. 3) hanno impercettibilmente ridotto i loro prezzi: Livorno (-0,2%), La Spezia (-0,1%) e Bergamo (-0,1%). I rialzi maggiori per Trapani (+4,6%), Grosseto (+4,2%) e Pordenone (+3,9%).

In testa alle classifica delle banche più rincarate  c’è il Friuli Venezia Giulia (il dato si riferisce sia alla regione che a tutte le province del Friuli), che registra un rialzo record rispetto a settembre 2019 del 13,8%. Al secondo posto il Piemonte (con tutte le sue province) con un incremento dell’8,7%, al terzo le Marche (con Ancona, Macerata e Ascoli), +7,3% l’aumento annuo.