Trump attacca l’Italia: “Non c’è stata per noi”. E intanto scatta la tregua tra Israele e Libano
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Dopo aver attaccato il Papa prima e poi la premier Giorgia Meloni, Donald Trump attacca l’Italia sulla gestione dei rapporti con gli Stati Uniti. Lo fa sul suo social Truth, dicendo che “L’Italia non c’è stata per noi, noi non ci saremo per loro”. Una frase diretta che fa riferimento in particolare all’uso negato della base in Sicilia agli aerei americani che trasportano armi per la guerra in Iran. E Trump – in questo senso – non fa nulla per nasconderlo, allegando al suo messaggio un articolo del Guardian del 31 marzo. “Ho il diritto di non essere d’accordo con il Papa. Non ho nulla da obiettare al fatto che il Papa possa dire ciò che vuole, ma io posso essere in disaccordo” aveva detto Trump solo pochi giorni fa parlando di Papa Leone.
La tregua. Intanto Israele e Libano hanno raggiunto un accordo per un cessate il fuoco di 10 giorni. L’Iran ha accettato di consegnare il suo uranio arricchito, ha assicurato Trump. Poi ha aggiunto: “È stato un onore per me risolvere 9 guerre in tutto il mondo, e questa sarà la decima, quindi diamoci da fare”. “Accolgo con favore il cessate il fuoco di 10 giorni annunciato tra Israele e Libano, mediato dal Presidente Trump – ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen – È un sollievo, poiché questo conflitto ha già mietuto troppe vittime”. “È ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato” ha dichiarato in una nota anche Giorgia Meloni.
Meloni che sarà presente oggi (17 aprile) a Parigi insieme alla coalizione dei “Volenterosi di Hormuz”. In programma, un piano di sminamento pronto da mettere in campo, soprattutto se la tregua tra Iran e Stati Uniti sarà prolungata. La linea dell’Europa è quella secondo cui lo Stretto di Hormuz deve riaprire alla libera navigazione, ma in campo c’è anche il blocco navale decretato lunedì dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “L’Ue continuerà a respingere qualsiasi accordo che preveda di limitare il passaggio libero e sicuro nello Stretto”, ha ribadito l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, al Consiglio di Sicurezza dell’Onu.
