Turchia: resta alta la tensione. Erdogan: “bisogna fare pulizia”

Resta alta la tensione in Turchia dopo il tentato golpe del 15 luglio. Secondo fonti un uomo armato avrebbe aperto il fuoco davanti a un tribunale di Ankara e sarebbe stato arrestato.

Intanto è salito a 7.543 il numero delle persone arrestate in Turchia. Lo ha detto il premier Binali Yildirim. “I numeri potrebbero mutare. Tra loro vi sono 100 agenti i polizia, 6.038 soldati, 755 tra giudici e procuratori, e 650 civili. Per 316 e’ stata confermata la custodia preventiva”. Il premier ha fornito anche un nuovo bilancio delle vittime del fallito golpe: sono morte 208 persone, di cui: 145 civili, 60 poliziotti e 3 soldati.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha parlato chiaro, sottolineando la propria intenzione di “fare pulizia all’interno di tutte le istituzioni dello Stato” per liberarle dal “virus” che ha causato la rivolta. Erdogan ha promesso che il governo discuterà con l’opposizione la questione della reintroduzione della pena di morte in Turchia dopo il fallito golpe.

Dura la risposta dell’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Unione Europea Federica Mogherini in conferenza stampa a Bruxelles insieme al segretario di Stato Usa John Kerry, a margine dei lavori del Consiglio Affari Esteri. “nessuno Stato può entrare nell’Unione Europea se introduce la pena di morte”.

Sulla stessa linea la cancelliera tedesca Angela Merkel. “Siamo categoricamente contro la pena di morte. Un Paese che la pratica non può essere membro della Ue”, ha spiegato il suo portavoce, definendo “preoccupanti” le affermazioni del presidente Erdogan sulla possibilità della reintroduzione della pena capitale.

Dura condanna anche del ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni secondo cui il ritorno ipotizzato della pena di morte in Turchia “sarebbe uno dei simboli di quello che l’Europa non può accettare”. “Siamo stati molto chiari nel condannare il tentativo di golpe militare, e siamo molto chiari nel dire che la reazione a questo golpe non può essere una reazione di vendetta” ha detto Gentiloni.

Tensione con gli Usa per estradizione Gulen Il presidente turco intanto si scaglia inoltre contro Washington, chiedendo l’estradizione di Fethullah Gulen, l’imam e magnate che accusa di essere la mente del tentativo di golpe. Toni che il segretario di Stato John Kerry respinge come “irresponsabili”, invitando Ankara a fornire le prove del suo coinvolgimento.

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