Ue, accordo sul salario minimo. Von der Leyen: “tutelata la dignità del lavoro”
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Il salario minimo diventa realtà. Quantomeno in Europa. L’intesa tra Consiglio, Parlamento e Commissione Ue sulla direttiva che imporrà a tutti gli Stati membri di affrontare il problema del lavoro povero, è arrivata dopo una notte di trattative. Lo ha fatto sapere ufficialmente l’account Twitter della Commissione Affari Sociali del Parlamento Europeo. “È una tappa importante per l’Europa sociale”, ha commentato la presidenza di turno francese dell’Ue. L’intesa dovrà ora essere approvata in via definitiva sia dal Parlamento sia dal Consiglio Ue, poi toccherà ai Paesi membri recepirla.
Come spiega il Consiglio europeo in una nota, la direttiva non prevede l’obbligo di introdurre un salario minimo in tutti i Paesi dell’Unione, ma stabilisce procedure per assicurare l’adeguatezza dei salari minimi laddove esistono, a promuovere la contrattazione collettiva per stabilire i salari e ad aumentare l’accesso effettivo alla tutela del salario minimo per i lavoratori che vi hanno diritto. Gli Stati membri avranno due anni per recepire la direttiva.
I dettagli del nuovo accordo sono stati presentati nel corso di una conferenza stampa dal commissario per il lavoro Nicolas Schmit. “Nessuno dovrebbe essere in povertà se lavora, e questo è lo strumento giusto per fare in modo che nel lavoro la povertà dovrebbe essere qualcosa che appartiene al passato”, ha detto Schmit.
Accoglie con entusiasmo l’intesa raggiunta nella notte la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che commenta: “Le nuove regole proteggeranno la dignità del lavoro e faranno in modo che il lavoro sia pagato”.
