10/05/2021

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Un tuffo nel passato per la Turchia: rinnegata la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne

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Un tuffo nel passato e una grave perdita per i diritti civili in Turchia. Dopo 9 anni dalla firma, la Turchia ha rinnegato la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Il trattato è stato approvato dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 7 aprile 2011 e l’11 maggio la Turchia è stata la prima ad aderire, seguita da 31 Paesi.

Nel testo si riconosce, tra i vari punti, che: “il raggiungimento dell’uguaglianza di genere, è un elemento chiave per prevenire la violenza sulle donne, una manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini, impedendone una reale emancipazione”.

A seguito della notizia, centinaia di donne sono scese in piazza proprio ad Istanbul per protestare contro la decisione, gridando slogan pro-Lgbt e chiedendo le dimissioni del presidente Erdogan. Dal suo Partito della Giustizia e dello Sviluppo (AKP) era partita la richiesta di una revisione dell’accordo, sostenendo che non fosse coerente con i valori conservatori della Turchia poiché “incoraggia” il divorzio e “mina” l’unità familiare.

La notizia ha sollevato grandi preoccupazioni, in particolare tra le rappresentanti del movimento femminista turco. Tenendo conto che nel 2019 si sono registrati 474 femminicidi nel Paese della Mezzaluna, rispetto ai 440 del 2018 e ai 180 del 2010.

La leader di ‘Noi Fermeremo il Femminicidio’, Fidan Ataselim, ha esortato a protestare, non nascondendo che il governo sta mettendo in pericolo la vita di milioni di donne. Aspre critiche alla decisione si sono sollevate anche da parte del Chp, il principale partito di opposizione. Abbandonare il trattato significa considerare “le donne cittadine di seconda classe e permettere che vengano uccise”, ha dichiarato Gokce Gokcen, numero due del partito.

Marija Pejcinovic Buric: “una notizia devastante”. Il Segretario generale del Consiglio d’Europa ha definito il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul, “un’enorme battuta di arresto” per le iniziative internazionali che cercano di proteggere donne e ragazze dalla violenza “che “compromette la protezione delle donne in Turchia, in tutta Europa e oltre”.