24/05/2022

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Unimpresa: gli italiani a rischio povertà nel 2021, sono quasi 11 milioni

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Secondo il Centro studi di Unimpresa, gli italiani a rischio povertà sono quasi 11 milioni. Il dato è in crescita considerando i 4 milioni di disoccupati e i 6,7 milioni di occupati ma in situazioni instabili o economicamente deboli, situazioni ulteriormente aggravate dall’emergenza Covid. I numeri fanno riferimento a fine 2021 e si registra oltre 1,6 milioni di soggetti in più rispetto ad una rilevazione analoga svolta nel 2015, con una crescita che si aggira attorno al 15%.

L’emergenza sanitaria ha ampliato lo scenario delle persone in difficoltà: ai 4 milioni di persone disoccupate, bisogna infatti aggiungere i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (925mila persone) sia quelli a orario pieno (2,1 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (711mila), i collaboratori (225mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,7 milioni). Il Centro studi dell’associazione, che ha elaborato dati dell’Istat relativi al 2021, l’area di disagio sociale in Italia comprende 10 milioni e 805mila persone.

Nel dettaglio: sono 4 milioni e 71mila i disoccupati a cui vanno aggiunti 6 milioni e 734mila occupati in situazioni critiche. Si tratta di 925mila soggetti con contratti di lavoro a termine part-time, 2 milioni e 142mila persone con contratti a tempo determinato full-time, 2 milioni e 731mila addetti con contratti a tempo indeterminato part-time involontario, 225mila soggetti con semplici contratti di collaborazione e 711mila autonomi part-time. Per quanto riguarda 4 milioni e 71mila disoccupati, gli ex occupati sono 1 milione e 127mila, gli ex inattivi 571mila, i soggetti senza esperienza di lavoro 2 milioni e 373mila.

Paolo Longobardi: “Nel pieno alla pandemia globale, il Covid ha messo in evidenza che, di fronte alle tragedie e ai disastri, si deve reagire sempre”. “Da un lato – ha commentato il presidente onorario di Unimpresa – cercando di non fermare mai l’attività d’impresa, perché il motore dell’economia è essenziale per la vita dei cittadini, dall’altro pensando sistematicamente alla solidarietà verso i più deboli. Impresa e solidarietà sono un binomio sul quale, sin dalle sue origini, Unimpresa ha fondato la sua ragion d’essere, consapevole che il profitto vada ricercato ed è certamente un elemento positivo, ma chi lo persegue ha l’obbligo di tutelare chi si trova in situazioni di disagio sociale”

Questa amplissima fascia della nostra popolazione in difficoltà, si legge nel report, “è destinata a crescere significativamente nel prossimo futuro”. “Del resto, gli strumenti varati negli ultimi anni con l’obiettivo dichiarato di “abolire la povertà” si sono trasformati – com’era forse nella malcelata intenzione di chi li ha proposti – in formidabili strumenti di propaganda elettorale: sussidi pubblici che poi diventano moneta di scambio elettorale”.