Unioni civili, Renzi: “Ho giurato sulla Costituzione non sul Vangelo”. Stepchild: “vedremo nel 2018”

All’indomani dell’approvazione del ddl sulle unioni civili, il presidente del Consiglio Matteo Renzi rivendica, durante la trasmissione Porta a Porta, la decisione di porre la fiducia sulla legge. “La fiducia serve per verificare se si può andare più veloce in Parlamento – afferma il premier – che non nasconde al contempo il fattore rischio. “Su questa cosa mi gioco la faccia del governo – ­dice – ­ perché se non funziona vado a casa”.

Il premier poi parla di legge equilibrata, di compromesso, di cui però non tutti possono esultare. Esplicito riferimento all’atteggiamento negativo della Chiesa, largamente atteso. “Io sono cattolico, continua,­ ma ho giurato sulla Costituzione e non sul Vangelo”.

Durante la trasmissione di Bruno Vespa il capo del governo chiarisce anche la posizione sulla stepchild adoption, questione finora rimasta elusa. “Se una legge sulle adozioni si fosse potuta fare in questa legislatura l’avremmo già fatta – ­dice Renzi – vedremo se si potrà fare da qui al 2018. Ora è prematuro capire se i numeri ci sono o meno, in questo Parlamento finora non c’erano”.

“Tuttavia – ­ sottolinea – ­ ora valorizziamo quello che abbiamo fatto”, ovvero la legge sulle unioni civili.

Intanto Lega, Fi, Idea, parte di Area Popolare, Fratelli d’Italia tornano insieme per condividere la battaglia contro le unioni civili. In una conferenza stampa a Montecitorio deputati e senatori hanno annunciato la nascita di un comitato presieduto da Eugenia Roccella, già portavoce del primo Family day, per la richiesta di referendum abrogativo sulla parte del ddl che disciplina le unioni civili qualora il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cui spetta l’ultima parola, decide di promulgare la legge.

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