26/09/2021

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Usa: il 51% degli americani disapprova il lavoro di Trump

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Durissima denuncia dell’Onu sulle ultime decisioni del presidente Usa. ‘Il bando verso i cittadini di 7 Paesi islamici imposto da Donald Trump è illegale e meschino’.

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Il presidente, a poco più di una settimana dal suo insediamento, guadagna un nuovo record negativo: il 51 per cento della disapprovazione dei cittadini sul suo operato.

I media riferiscono poi che decine di diplomatici e funzionari del Dipartimento di Stato sono pronti a firmare un ‘memorandum di dissenso’, mentre in Gran Bretagna ha superato il milione di firme la petizione che chiede di annullare la visita di Stato di Trump che nel frattempo si difende:

”Non e’ un bando dei musulmani, come i media riportano falsamente”, ha tentato di gettare acqua sul fuoco il tycoon, il quale ha chiamato in causa il suo predecessore.

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”E’ simile a ciò che fece il presidente Obama nel 2011 quando bandi’ i visti per i rifugiati dall’Iraq per sei mesi”. L’Unione Europea dal canto suo ha fatto sapere che si assicurerà che i propri cittadini non siano vittime di “alcuna discriminazione” a causa del divieto di ingresso deciso dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nei confronti di sette Paesi islamici. Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas. “I nostri legali sono in contatto con i nostri partner europei e con altri Paesi, ed ovviamente ci assicureremo che nessuna discriminazione venga inflitta ai nostri cittadini”, ha spiegato il portavoce. Sulla questione è intervenuto anche l’Alto rappresentante Ue Federica Mogherini: “Costruendo muri si può finire in prigione”. Così  “Per storia e tradizione noi festeggiamo la caduta dei muri e la costruzione di ponti”, dice ancora la Mogherini che poi aggiunge:

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“Continueremo a lavorare con un sentimento di cooperazione e rispetto con tutti i paesi della regione, indipendentemente dalla religione dei loro popoli. E’ la strada scelta dalla Ue e anche dall’Europa”.

Infine un affondo a Trump: “Pensi alle divisioni nel suo stesso Paese, non alle politiche Ue”.