Varsavia: la città seducente

Artisticamente parlando è stato grazie al pittore veneziano Bernardo Bellotto se la capitale polacca è diventata così come la vediamo ora. Le vedute realizzate da Bellotto a Varsavia furono prese a modello per la ricostruzione del resto della città nel dopo guerra.

La capitale della Polonia è una città multiforme e variegata. E’ seducente e per sentirsela addosso bisogna percorrerla, viverla, scrutarla con occhio attento e disincantato. Solo in questo modo si potrà cogliere il significato reale di una città distrutta quasi per intero dalla follia della seconda guerra mondiale.

Varsavia è culturalmente all’avanguardia in Europa. Se la si visita conviene regalarsi una gita nel Palazzo della Cultura e della Scienza. E’ alto 100 metri ed è collocato nel cuore del centro moderno. Un agglomerato di grattacieli futuristici che ospitano multinazionali, boutique e alberghi di lusso. Ma questo è solo un lato della città perché a Varsavia non mancano le bottegucce di commercianti e le bancarelle di prodotti vari. Brulicano di punti vendita anche i passi sotterranei che sono stati pensati per attraversare gli ampissimi vialoni staliniani.

Seguendo la Vistola, il fiume che attraversa la città, si può giungere al Castello Ujazdowski e ai giardini Lazienki che furono dimora settecentesca dell’ultimo re della Polonia. Imperdibile, Wilanów la dimora di campagna del re Giovanni II e i quartieri di Mirów e Muranów, quasi attaccati alla stazione centrale, dove una volta sorgeva il ghetto ebraico, raso al suolo nel 1943.

Se volete sentirvi completamente dentro la città allora dovete avvicinarvi anche ai piatti tipici del posto. Tra i tanti spiccano il Chlodnik (una minestra a base di barbabietola, ravanelli, aglio, erba cipollina e yogurt naturale), i Kolduny (li definirei tortellini di carne al brodo), il Piczen Huzarska (arrosto di carne di manzo con ripieno di cipolla, pane raffermo e cipolla), il Flaki (trippa in salsa piccante) e per finire, la torta Sernik (una cheescake fatta con un formaggio bianco simile alla ricotta e con uvetta).

“Non basta guardare,

 occorre guardare con occhi che vogliono vedere,

 che credono in quello che vedono”

Galileo Galilei

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