Viaggiare in Oriente restando a Roma

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Grande successo di pubblico anche per questa edizione 2016 del Festival dell’Oriente che per non lasciare nessuno insoddisfatto dopo i quattro giorni appena conclusi, ritorna per altri 2 weekend dal 29 al 1 maggio e dal 6 all’8 dello stesso mese, per poi spostarsi a Milano.

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Quest’anno inoltre ci sono diverse novità. La famiglia è cresciuta e così si sono aggiunti anche l’Holi Festival, che fa parte della tradizione induista ed è dedicato completamente ai colori e all’amore.

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Il Festival Irlandese, per vivere tutte le tradizioni tipiche del fascino che emana l’Irlanda, il Festival dell’America Latina dove verrete travolti dal calore, dalla passione, dal ritmo e dal fascino intenso dell’incredibile mondo Latino Americano.

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E ancora Salute e Benessere da Oriente a Occidente, dedicata alla cura del proprio corpo e della mente, per finire con il Festival delle Arti Marziali, con tantissimi eventi presentati da maestri ed atleti a cui potranno prendere parte in prima persona tutti i visitatori.

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Molto interessante la dimostrazione della cerimonia del tè che in Giappone assume i contorni di un vero e proprio rituale e dietro la quale si nasconde una vera e propria filosofia di vita. Nata tra i monaci ben presto si diffuse prima tra l’aristocrazia e ben presto tra i samurai, che ne fecero un elemento importante della VIA, il codice di condotta che regolava la vita dei guerrieri. Questa cerimonia si svolge nell’assoluto silenzio dei partecipanti e tutto il rito è un insieme di gesti fissi e lentissimi, ma che hanno tutti un grande significato simbolico.

Grazie all’Associazione Kokeshi è possibile ammirare una selezione di meravigliosi kimono, il tradizionale abito giapponese, secondo le varie tipologie e gli usi.

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Una splendida Mostra sul Giappone è stata invece allestita da Battodo Italia, la prima e più antica scuola di quest’arte marziale che divulga ed insegna il reale uso della Katana (la spada giapponese), arma elitaria e propria dei Samurai del Giappone feudale.

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Lasciato il Giappone ci si può tuffare nella danza Bhangra che ha origine nella regione del Punjab del Pakistan e dell’India, ballata in origine dagli agricoltori per festeggiare l’arrivo della primavera, un tempo nota come Vaisakhi.

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Nella danza Kuchipudi, originaria dell’Andhra Pradesh, in India Meridionale, tutti i movimenti sono un dialogo continuo con la divinità.

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Come in un linguaggio dei segni, ogni gesto ha il suo significato volto a raccontare una storia e per questo tutto il corpo ne viene coinvolto e soprattutto il volto con una mimica facciale molto accentuata, ma anche con una notevole fluidità nel movimento del busto e delle braccia, in contrasto con rapidi e secchi movimenti dei piedi.

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Bellissima anche la Danza del Pavone che nasce nella provincia sudoccidentale di Yannon, in Cina, riccamente popolata da queste splendide creature.

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Che dire infine della danza egiziana Tannura che, prende il nome dal particolare indumento indossato dai danzatori, ossia la gonna, che rappresenta il rituale dei dervisci “volteggianti”, ricco di allusioni cosmologiche. Volteggiare su e stesso per oltre 20 minuti, con 25 chili di tessuto addosso, non è proprio da tutti!

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