27/09/2021

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Violenze su minori, prostituzione minorile e pedopornografia: una condanna a Torino e un arresto a Catania

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Faceva prostituire bambini e bambine nella sua abitazione. Questa una delle ragioni per cui un uomo di 63 anni, invalido, è stato condannato dal Tribunale di Torino con rito abbreviato a scontare una pena di 7 anni, otto mesi e dieci giorni. Le accuse di cui deve rispondere sono quelle di violenza sessuale e prostituzione minorile. L’uomo – che è invalido al cento per cento e vive su una sedia a rotelle – aveva escogitato un modo di agire che è poi divenuto uno schema. Era solito adescare bambini e ragazzini minorenni che andavano a giocare nel giardino sotto la sua abitazione, nel quartiere Barriera a Milano. In cambio di qualche soldo, qualche sigaretta o ricarica telefonica chiedeva prestazioni sessuali per sé oppure per altri, dietro il pagamento di una somma.

In particolare, metteva a disposizione di ragazzi e ragazze la casa dove poi si prostituivano ad adulti che rispondevano ad annunci online. Sui device del 63enne sono stati ritrovati più di tremila file contenenti immagini a sfondo sessuale. Immagini che il pedofilo scambiava via chat spacciandosi per un ragazzino. Finito in manette lo scorso novembre, dopo un intervento della polizia municipale, era stato denunciato già due anni prima quando era cominciata tutta l’inchiesta intorno al giro di prostituzione minorile che aveva messo su.

Le azioni illecite erano emerse grazia all’agire di un ragazzino di 14 anni che aveva citofonato ai campanelli del palazzo con l’obiettivo di chiedere ai vicini se conoscessero nome e cognome “del pedofilo che abita al piano di sotto”. Proprio da questa richiesta erano poi cominciate le indagini. Il pensionato ha anche raccontato di essere stato vittima a sua volta di violenza sessuale durante l’infanzia, quando era ospite a Villa Azzurra di Collegno, struttura nota come il manicomio dei bambini.

Altro caso di pedofilia è stato registrato a Catania dove un giovane di 27 anni, Orazio Giuseppe Battaglia, è finito in manette con l’accusa di abusi e violenze seriali nei confronti di minorenni. Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal Gip del Tribunale di Catania per i reati di pornografia minorile, prostituzione minorile, estorsione e atti persecutori con le aggravanti della minorata difesa e dei motivi abbietti. A denunciare il giovane una ragazza di sedici anni, che nell’agosto del 2017 aveva raccontato di essere stata contattata attraverso i social dall’indagato e di essere poi stata vittima di abusi sessuali.

Lo smartphone di Battaglia era dunque stato sequestrato e dalla analisi dei contenuti era emerso che, oltre alla 16enne autrice della denuncia, erano stati filmati abusi sessuali anche nei confronti di altre cinque minorenni di età compresa fra i 13 e 16 anni. Ragazzine vittime tutte dello stesso schema. Il 27enne catanese, selezionava su internet le minorenni più fragili e dunque più facili da adescare, raccoglieva informazioni sul loro conto e poi cominciava a stabilire un rapporto di fiducia e confidenza tramite chat e videochiamate.

Lo step successivo era la continua richiesta di foto o video di parti intime. Nel caso in cui le ragazzine si fossero rifiutate, l’indagato avrebbe cominciato con le minacce: diceva alle vittime che avrebbe diffuso le conversazioni avvenute o inviato le foto compromettenti a genitori e fidanzati, oppure anche ai servizi sociali o ai carabinieri, insieme al loro numero di telefono. Un modus operandi che non lasciava scelta alle piccole vittime che così facendo andavano ad arricchire l’archivio del materiale pedopornografico di Battaglia.