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Virgin Galactic, missione riuscita: a bordo 4 italiani

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Si è conclusa con successo Virtute-1, (Volo italiano per la ricerca e la tecnologia suborbitale), la prima missione suborbitale italiana con equipaggio dell’Aeronautica Militare e del Cnr. Partita dallo spazioporto America di Virgin Galactic (in New Mexico, Usa), la missione ha visto l’equipaggio italiano, composto da due ufficiali dell’Aeronautica Militare e un ingegnere del Consiglio nazionale delle ricerche, decollare a bordo della navicella spaziale VSS Unity (classe SpaceShipTwo), per un volo dalla durata totale di 90 minuti.

Al comando di Virtute-1, nata da un accordo commerciale tra l’Aeronautica Militare e Virgin Galactic, il colonnello Walter Villadei, ingegnere spaziale e cosmonauta, che ha anche coordinato le attività operative e addestrative dell’equipaggio italiano, che include il tenente colonnello Angelo Landolfi, medico aerospaziale con il ruolo di responsabile per gli aspetti medici dell’equipaggio italiano e degli esperimenti di medicina proposti dall’Aeronautica Militare, e il dottor Pantaleone Carlucci, ingegnere e ricercatore del Cnr, con il ruolo di responsabile degli esperimenti di bordo proposti dal Cnr stesso.

Durante il volo suborbitale, a seguito allo spegnimento del motore, la cabina della VSS Unity è infatti diventata un laboratorio scientifico all’interno del quale l’equipaggio ha potuto condurre test in condizioni di microgravità relativi a medicina, materiali avanzati, fisica dei fluidi, fisiologia.

Sono già stati venduti circa 800 biglietti per futuri voli commerciali, pagati tra il 2005 e il 2014 cifre comprese tra 200mila e 250mila dollari, gli ultimi 200 sono costati invece 450mila dollari ciascuno. Virgin Galactic utilizza un aereo nave madre con due piloti, che decolla da una pista, guadagna quota e sgancia un aereo a razzo che si libra nello spazio a quasi Mach 3 prima di tornare sulla Terra. I passeggeri nella cabina dell’aereo spaziale sperimentano alcuni minuti di assenza di gravità e vedono la curvatura del pianeta da più di 80 chilometri di altitudine.

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